Il boccone perfetto di Rose

Taboulé di cereali e asparagi arrosto

Mentre sono là sul divano, io in genere se posso guardo Nigella alla televisione.

E sono sempre le stesse repliche e le stesse ricette quelle che guardo, fatto sta che quando Nigella appare io tiro sempre un sospiro di sollievo.

Forse perché mi piace che lei sia bella sempre, anche se mangia fuori orario e condisce la carbonara con la panna acida prima di andare a dormire. Ed è bella anche se i bottoni del suo giubbino jeans non incontreranno mai le asole per l’ovvia generosità delle sue forme, io penso.

Io pensavo.

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Ambasciator, del Mugello, non porta pena

Ambasciator del Mugello, non porta pena

E allora un giorno mi scappò di dire “Io friggerò un tuorlo”.

E mi ritrovai “Ambasciatrice” di quel messere dell’Ubaldino noto in tutto il Mugello, il “Gran Mugello”.

E in realtà la magnificenza delle mie pretese era tale, per la magnificenza dell’occasione del Concorso “Latti da Mangiare” proposto, per la seconda edizione, dalla Storica Fattoria de Il Palagiaccio.

Ricordo bene che in quel frangente anche mia madre, non fu da meno a sostegno della mia autostima e mi disse al telefono: Un menù degustazione va bene mangiarlo, ma cucinarlo è tutta un’altra cosa!

Ecco e io, per non scompormi neanche un minuto, sono uscita e ho comprato una confezione di uova. Anzi due “che non si sa mai”.

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Effetto Semiramide

Effetto Semiramide

Mi è capitato di leggere da qualche parte della straordinaria bellezza di Semiramide, tale da sedare un popolo in rivolta con la sola apparizione in pubblico del suo corpo, coi capelli sciolti sulle spalle e seminuda.

Icona della passione per la bellezza e della sua contemplazione, Semiramide vive tra noi più di quanto immaginiamo, ma se uno volesse sapere dove dimora proprio in questo momento, io gli indicherei la strada traversa che porta al bar degli agricoltori dalla palombarese, accanto all’agrizoo.

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Per un pugno di papaveri

Per un pugno di papaveri

L’altro pomeriggio Rolando mi è venuto a salvare e così invece di papaveri ho fotografato asini e cavalli. Un ripiego o un’occasione, non lo so. Ma è stato quello l’unico modo di uscire dalla scena finale di un duello all’ultimo sangue che sarebbe stato solo il mio, visto che io ero quella armata di macchinetta fotografica e il mio avversario di piccone.

Ecco così è toccato a Rolando il compito di un ‘fuori scena’, quello che se ci fosse stato Sergio Leone in persona a riprendere il tutto, non sarebbe stato consentito, che guai ad interrompere il momento di massima tensione dello sguardo nello sguardo di Clint Eastwood e Gian Maria Volonté. 

Fatto sta che io in quel momento forse andavo salvata, che se già morire “per un pugno di dollari” non ne vale la pena, ancor meno forse per un pugno di papaveri.

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La moglie del testimone dello sposo

La moglie del testimone dello sposoPer l’occasione lui era il testimone dello sposo e lei, la moglie del testimone dello sposo.

Ma siccome ‘lei’ sarei stata ‘io’ e siccome io ai matrimoni in genere mi sono ritrovata solo una volta nei panni della sposa, ma mai in quelli della moglie del testimone dello sposo, ho capito subito che quella era l’occasione giusta per entrare in un negozio più adatto a vestirmi, che a spadellare. 

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Quell’effetto spettinato anni ’80

insalata patate novelle e germogli di crescioneCos’è adesso questa mania del “germogliare” fai da te? Mi ha chiesto l’altro giorno mio marito.

Mio marito è così, quando vede qualcosa di nuovo chiede ragione come un supervisore di professione e vocazione, in medesimo tratto.

E così, come ogni volta che un nuovo proposito si fa spazio nella mia mente, e per forza di cose anche nella nostra cucina, mi è toccato favorire spiegazione.

“Sono stanca di prendere la metro B, anche per una manciata di germogli… e – pausa e poi tutto d’un fiato – ho comprato un germogliatore!”

Ecco, quando si dice “la fierezza delle proprie azioni”, ho risposto proprio così al marito supervisore: con tutta l’evidenza di un caso che andava risolto. E che è stato egregiamente risolto. Appunto.

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Tutto è zuppa

Tutto è zuppa

Tutto è zuppa: i fagioli misti in ammollo nell’acqua, il farro, il miglio, i cavoli neri di Rolando ma anche i tappeti di ghiande sotto il giallo delle foglie, delle querce, del mio inverno e del mio letargo. Ecco, il mio letargo.

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‘Pallotte cacio e ovo’ coi baffi… di Filippo

'Pallotte cacio e ovo' coi baffi... di Filippo

Una piazza per me è una bella piazza se oltre al passaggio offre una sosta. E se oltre alla sosta offre una seduta.

Se poi la seduta non è un muretto né lo scalino di un portone d’ingresso e neanche il bordo di una fontana, allora potrebbe trattarsi di una sedia comoda, dietro un piccolo tavolo sotto un tralcio di vite. Questa ad esempio è una piazza che esiste nel mio Abruzzo fantastico ed è quella in cui io, quando sosto, sicuramente mangio.

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Frappé di gelsi… e piacevoli metamorfosi

Frappé di gelsi... e piacevoli metamorfosi

E’ in questi giorni che io e l’albero di gelsi torniamo ad abbracciarci, a stringerci forte e ci ritroviamo a passare insieme il nostro tempo più verde. In realtà il nostro colore preferito è l’amaranto… dei suoi frutti che io amo raccogliere ora dopo ora, mano a mano che il sole li carica di toni sempre più scuri.

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Relativismo vegetariano: “ragù” di nocciole

Relativismo vegetariano: "ragù" di nocciole

Mi è sempre piaciuto pensare di essere un’intransigente: nei pensieri come nelle parole. E’ un fatto di ‘certezze’ che molto probabilmente pensa di avere chi sa cosa pensare, chi cosa dire. Ahimè sempre!

Allora no, ho capito che questo non è esattamente il mio caso. Forse non sono poi così intransigente. Anzi: forse forse sono addirittura tollerante! Basta disporsi ad un sano ‘relativismo’ e tutto diventa possibile: tutto si può riconsiderare, tutto si può rinominare.

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Pappardelle semi integrali con crespigna

Pappardelle semi integrali con crespigna

Io, Lei, l’Altra, siamo ormai in sintonia sul da farsi e sul dove ritrovarci: possibilmente a primavera, possibilmente in campagna.

Perché in campagna mentre agli uomini piace perder tempo dietro a motori e motorini che tanto non partono mai, a noi donne invece, il tempo piace ‘impastarlo’ sulla spianatoia dove le nostre mani si incontrano e chiacchierano, ormai ‘ritualmente’, come un anno fa.

Questa volta però io lei e l’altra, invece di concertare insieme, a sei mani, abbiamo studiato una divisione delle parti perché ognuna diventasse un personaggio in cerca del suo ruolo preferito.

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Gratin di broccoli “in divenire”

Gratin di broccoli "in divenire"

“In divenire”: si tratta di un’espressione che uso in genere per mettere in attesa chiunque sia in cerca di risposte immediate e decisioni improvvise sul da farsi. La questione è semplice: io non trovo tanta disinvoltura nell’immediatezza, quanto piuttosto ‘nel divenire’ lento di quelle cose che non si palesano a comando.

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