Io e Peter Parcker

Pane con Noci e Uva fragola

C’ è stato un tempo, non troppo lontano da oggi, almeno fino ad una settimana fa, in cui ho vissuto in bilico tra il richiamo primordiale del divano di casa, tanto comodo per rintracciare il senso della mia esistenza, e quello di diventare un supereroe con tutti gli attributi e, ovviamente, i super poteri del caso, tutina elasticizzata annessa e possibilmente non troppo attillata per le super peripezie.

Poi qualche giorno fa, che è già una settimana fa, la bella notizia di essermi ritrovata a mia insaputa tra i finalisti del Blog Award indetto da Cucina Corriere del Corriere della Sera ha avuto l’effetto del morso del ragno e mi sono ritrovata col dono di Peter Parker, ad aderire a tanta parte di quella realtà virtuale e vertiginosa in cui finora è sempre stato più facile perdermi che approdare.

Ecco da qualche giorno, che è durato esattamente una settimana, mi ritrovo sospesa con sospensione di giudizio ad approfittare del volo e di altezze che non immaginavo di poter raggiungere e allora mi piacerebbe ringraziare l’ignoto, che è stato un pubblico di lettori che evidentemente c’è e che sinceramente non immaginavo tanto vasto e tanto forte, da spingermi lassù dove le nuvole danno un po’ di capogiro.

Da queste altezze in effetti la storia diventa relativa, quasi quasi non importa conoscerne la fine, perché l’unica cosa distinta e certa che si può riscontrare è la presenza di chi legge mentre scrivo e che scopro interessato anche quando salto di palo in frasca senza essere precisa e ordinata come sono gli inglesi.

“Che per essere ascoltati bisogna essere precisi e ordinati come sono gli inglesi” – diceva mia nonna. E siccome io non sono inglese, non sono neanche tutto il resto.

Piuttosto credo, e ormai lo so, di essere una che, quando temporeggia tra “ricette & vicende” da raccontare, è sempre in buona compagnia.

Chi ha voglia di continuare a starmi accanto passo dopo passo, può seguirmi mentre io stessa procedo a tentoni, per vedere dove si arriva passando da qui.

Cucina Blog Award

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Biscotti integrali sull’87

Biscotti integrali sull'87

E così l’altro giorno nella consuetudine di correre sempre dietro un autobus che è in corsa anche lui e che non è mai l’87, ho assicurato alla mia dolce amica Marilù che sì, che presto sarei tornata: in me medesima e in quel mio alter ego un po’ crostaceo e un po’ russo.

“Il segnale sarà una ricetta” – ho promesso a Marilù.

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Torta di semi di papavero di Sophie

Torta di semi di papavero di Sophie

Dopo una lunga parentesi di gioventù passata tra i libri e le pareti di una biblioteca poco affollata, coltivando in un silenzio ascetico l’idea che parole e pensieri secolari avrebbero alimentato a dovere il mio spirito forse salvandolo, forse no… ho scoperto di avere un ‘corpo’.

“Meglio di niente” – mi sono detta. E per riparare a questa enorme gaffe con me stessa, ho fatto un passo indietro, un mea culpa e una torta al cioccolato.[continua la lettura…]

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Torrone bianco con noci e nocciole all’ aroma d’arancio

Torrone bianco con noci e nocciole all' aroma d'arancio

Cosi presa a rispettare scadenze improrogabili, anche quest’anno ho perso la mia occasione di preparare l’albero di Natale, che se il mio santo marito e il caro amico Paolo non avessero organizzato il solito ‘rendez-vous’ per gli addobbi natalizi, oggi non avrei goduto i colori e le luci a intermittenza del Natale, ormai alle porte.

In cucina invece no. In cucina il Natale si respira da un po’: qualche giorno fa ad esempio il Natale si è palesato nelle cupole lucide di cioccolato fondente di ben due Parrozzi perfettamente panciuti come tradizione abruzzese vuole. Poi è stata la volta dei ‘caggionetti’ e del Natale che sa di mandorle tostate, marmellata d’uva e mosto cotto.

Oggi, invece, il Natale si è presentato in lingotti di torrone bianco a pasta morbida, una ricetta già collaudata e che in questo caso ho voluto personalizzare all’aroma d’ arancio e con le noci e le nocciole del mio albero, al posto dei pistacchi.

Così ecco con un alberello stilizzato, poggiato al rocchetto di filo rosso delle mie confezioni ‘fai da te’, forse forse riesco a lasciare un po’ di Natale anche qui. E per essere più convincente magari scarto per gli ‘ospiti’ dell’ultimo minuto la mia proposta di torrone artigianale. Lascio tutto qui, in regalo, a chiunque volesse rubare al volo l’idea di un dolce in più da servire in questi giorni o da regalare a parenti e amici.

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Gnocchi di castagne con pesto di noci e ‘allegoria del quattro’

Gnocchi di castagne con pesto di noci e 'allegoria del quattro'

Curiosa questa storia in cui le parole procedono agili per capitoli, mentre i numeri no… i numeri si fermano. O forse sono io che davanti ai numeri mi fermo, anzi m’impantano nella ricorsività numerica che non da scampo… che non mi ha dato scampo mai, come il quattro in matematica, che si ripeteva nei compiti in classe di allora, come nei ‘capitoli’ di oggi.

Così sul filo di queste associazioni anarchiche, mentre impastavo gnocchi con la farina di castagne, ho capito di dover concedere qualche tributo, ancora, a questa ‘allegoria del quattro’… se non altro per avere l’occasione di parlare un po’ di questo quarto anno di bloggerismo ‘ancora da capire’.

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Gelato alle noci con passito di Pantelleria

Gelato alle noci con passito di Pantelleria

Ultimamente quando rientro a casa, mi tolgo le scarpe e mangio un gelato. Tutto il resto è secondario. Se ci sono delle priorità, le mie sono queste. Scalza prima del tempo abbandono lungo il corridoio tutti gli scomodi orpelli di una giornata fuori casa e produco intorno a me un disordine liberatorio: le scarpe  lasciate all’ingresso, la giacca agganciata alla maniglia della porta a vetri, la borsa…quella in genere scivola via lungo il tragitto che mi separa dalla cucina. Tanto poi ci pensa l’aria fredda del freezer a schiarirmi le idee sul da farsi. E il da farsi, in questi casi, non è mai un’incognita se la gelatiera, caricata la sera prima, promette il primo gelato fresco della stagione.

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Pappardelle di castagne in salsa di noci

Pappardelle di castagne e pesto di noci

Qualche settimana fa, mentre io passeggiavo tra i banchi, alla ricerca delle parole giuste e dei collegamenti più plausibili tra Lucano e Virgilio, ma anche Virgilio e Dante, se non addirittura Plinio e Leopardi, Veronica vincendo tutta la sua timidezza, con un filo di voce, m’interrompe e: “Prof, quando si stancherà della sua sciarpa, quando deciderà di disfarsene per sempre, si ricorderà di regalarmela?” – mi dice.

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