Spritz al “tartufino” del Mugello

Spritz al "tartufino" del Mugello

Si narra che mi abbiano ritrovata in cucina più sorridente del solito: comodamente seduta con la macchinetta fotografica ancora appesa al collo, un Martini Bianco in una mano e uno Spritz nell’altra…

E se uno era per certo l’aperitivo che sorseggiavo dalla mia coppa, l’altro era l’insospettabile biscottino salato carico del sentore buono del formaggio al tartufo: lo spritz.

Spritz al "tartufino" del Mugello

Ho passato un discreto tempo a studiare la ricetta più appropriata su cui ‘investire’ il prezioso taglio di formaggio al tartufo, che la storica fattoria del Palagiaccio mi aveva inviato un po’ di tempo fa, per il concorso “Latti da mangiare”. Poi l’illuminazione è arrivata in metro in uno stanco venerdì di rientro dal lavoro, grazie a Barbara che con le sue ‘ape-ricette’ stuzzica il mio palato ma anche la mia sete. E Lei lo sa.

Al momento del mio aperitivo in solitaria, per mia stessa ammissione davanti allo sguardo interrogativo del marito, pare io abbia risposto: “Degusto”. Ma non credo di essermi limitata solo a questo.

Mentre, infatti, la degustazione si allargava a due persone interessate a sostituire il pranzo con un gustoso aperitivo, ne è nata una conversazione-monologo molto poco esauriente sui perché dei miei atti mancati: perché non ho mai ordinato un martini bianco, ad esempio?E perché nessuno mi ha detto mai che era così buono?E poi ancora, perché mai io e il burro ci siamo frequentati così poco in cucina? Mica è da tutti la ‘friabilità’ del burro, ad esempio!

Certo mio marito ha pensato bene di non interrompermi, mentre snocciolavo olive e interrogativi nuovi e non mi ha neanche contrariata mentre riempiva quel secondo bicchiere, che è stato fatale. Di lì a poco, un sonno pesante si è impossessato di tutte le mie possibilità di discernimento schiantandomi sul divano senza più alcuna memoria delle mie stravaganze culinarie.

A memoria postuma del mio sabato ‘ebbro’, sono rimasti a tenermi compagnia un piacevole aroma del ‘tartufino’ ancora sui polpastrelli e la friabilità degli spritz sotto i denti. Mica male!

Un’ultima cosa devo dirla, come da promessa fatta: il bilanciamento degli ingredienti è perfetto e né io consiglierei variazione in merito, ma è necessario sapere che per la fuoriuscita dell’impasto dalla bocchetta del sac-à-pochè potranno esser utili due forti braccia. Che so: quelle del vicino, se (com)piacente; altrimenti, se felicemente accompagnate, o coniugate come la sottoscritta, anche quelle del caro marito ‘tutto-fare’ saranno perfette! Ecco fatto: ogni promessa è debito!

Ricetta della cara Barbara Toselli alias “Pane&Burro”

Spritz al "tartufino" del Mugello

Ingredienti (dose per 20 biscottini): 220 g di farina 00; 180 g di burro morbido; 75 g di “tartufino”;1 albume; ½  cucchiaino di sale; pepe nero in grani

Procedimento: lavorare a crema il burro con una frusta elettrica. Unire metà del parmigiano grattugiato e un cucchiaino di pepe in grani macinato al mortaio (in modo che sia pestato un po’ grossolamente). Unire l’albume e il resto del parmigiano e iniziare ad aggiungere la farina poca per volta (potrebbe anche non essere necessaria tutta, il composto deve risultare un po’ colloso ma non eccessivamente duro altrimenti farete fatica a farlo passare dalla sac-à-poche).Inserire il composto all’interno di una sac-à-poche con un beccuccio a stella piuttosto grande e formare delle ciambelline su un fogli di carta forno sistemati su una teglia, lasciando poco spazio tra l’una e l’altra (non crescono molto comunque in cottura).Scaldare il forno a 180° C e infornare i biscottini per circa 10 minuti, poi alzare il livello del ripiano verso l’alto e farli dorare anche in superficie. Lasciarli raffreddare completamente su una gratella prima di servirli (anzi, il giorno dopo sono pure meglio perché si asciugano per bene).

Spritz al "tartufino" del Mugello

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7 Comments
  • barbara @ pane&burro

    marzo 30, 2015 at 10:53 am Rispondi

    caspita! che onore!! eh si mi ricordo bene la fatica a sprizzar fuori gli spriz dal sac a poche! e il burro, signora mia.. il burro ovviamente a casa mia sul burro non si lesina (anche se poi come sai spesso mi piace sostituirlo con l’olio, ma in certi casi niente può sostituire la friabilità data dal burro!)

    ma tesoro mio, due martini stenderebbero anche me che sono abbastanza abituata, diciamolo, ad alzare il gomito…
    il Martini è un po’ il mio cruccio…. quello della bottiglia non mi piace un gran che, mentre sono curiosissima di assaggiare il vero cocktail martini che mi dicono sia una vera bomba!
    a tal proposito, mi viene in mente una più che appropriata battuta della scrittrice americana Dorothy Parker: “I like to have a martini, two at the very most. After three I’m under the table, after four I’m under my host.” (mi piace bere un martini, due al massimo.. al terzo sono sotto il tavolo, al quarto sono sotto il padrone di casa…. più o meno!!!)

  • Laura

    marzo 30, 2015 at 4:14 pm Rispondi

    Barbara
    Ma la frase della Sig.ra Parker è meravigliosa e rispecchia quel tipo di humor delle donne intelligenti che io adoro!Senti un po’ io direi che adesso devi assolutamente metterti alla ricerca della ricetta di questo cocktail martini e devi farlo per me che come la signora sopra detta desidero affogare il mio divertimento in cucina come si deve 😀
    Quanto al burro, convengo sul fatto che nel tuo nome d’arte cara mia, hai un ingrediente che è il top nella sua apparente semplicità!:-D a presto!

  • Marta e Mimma

    marzo 30, 2015 at 4:16 pm Rispondi

    Laura, mi ricordi un po’ la mamma con il suo perdersi tra monologhi, aperitivi salati e bicchieri alcolici. Soltanto che nel suo caso nel bicchiere non c’è un martini, ma un calice di vino bianco che le piace così tanto che la porta a ridere troppo e abbandonarsi dopo poco sul divano (mentre la figlia diligente pulisce e sistema la cucina). però sai che bella? Con quel sorriso enorme, la testa un po’ tanto in aria e quella leggerezza assolutamente necessaria dopo pesanti giornate lavorative. e se ci penso, mi viene in mente proprio una sera di circa un anno fa, mentre io scattavo foto di tali “gougeres” e lei nel frattempo, tra un sorso e l’altro, non riusciva a smettere di mangiarli. Chissà che reazione avrebbe di fronte a questi biscottini qui, lei che di fronte ad una frolla burrosa e friabile non sa resistere 🙂
    Marta

  • Laura

    marzo 30, 2015 at 4:41 pm Rispondi

    Marta
    Cara Marta, la tua cara mamma è proprio fortunata ad averti come tu sei fortunata ad avere lei e tutto questo mi riporta a ricordarvi di avervi tempo fa inoltrato una mia richiesta di adozione se possibile 😀 che io spero vorrete accogliere e che potremmo onorare con vino bianco e tartine al pesto di barbette di carote!Che ne pensi?Io so già che sarebbe meraviglioso!;-)

  • alessia mirabella

    marzo 31, 2015 at 11:14 am Rispondi

    Per me Martini bianco for ever. Lo amo troppo, è delicato e pungente allo stesso tempo, ottimo con una fettina di agrumi. Dovresti provarlo con una spruzzata di Schweppes al pompelmo. Oppure prova a correggere il classico Crodino con un dito di Martini. Poi mi dirai!
    Dopo questa breve introduzione alcolica, passo a quei meravigliosi biscottini, immagino che profumo nella tua bella cucina e che sapore. Potrei mangiarli io, tutti e venti. Senza rimorsi perchè tanto se sono un po’ brilla poi dimentico tutto. Non sono solita bere e di conseguenza basta poco per farmi abbandonare, e diciamocelo, quanto è bello sentirsi un po’ svampite e con le gambe molli? Di tanto in tanto credo sia necessario concedersi un aperitivo di ordinaria follia 🙂
    Laura è sempre bello passare per di qui, e quanto mi piace “chiacchierare” con te, ne vogliamo parlare?
    Ale

  • Virginia

    marzo 31, 2015 at 12:15 pm Rispondi

    Il burro è un grande alleato in cucina ed è inimitabile in certe preparazioni. In realtà noi lo usiamo solo nei dolci, ogni tanto un pezzettino finisce nei porri, ma niente di più. Però sono dell’idea che quando ci vuole ben venga! Non ho mai preparato gli spritz in versione salata, ma sono sicura che siano fantastici almeno quanto quelli dolci… E si, ci vogliono braccia forti! Meno male che si formano prima dell’ora dell’aperitivo, altrimenti tra un bicchiere e un’oliva l’impasto rischierebbe di essere dimenticato sul tavolo 😉
    Un abbraccio!

  • Laura

    aprile 1, 2015 at 10:37 pm Rispondi

    Alessia Mirabella
    Cara Alessia ti prometto che proverò il Martini con tutte le variazioni su tema che tu consigli 😀 diciamo che ci ho preso gusto!e quanto agli effetti cara mia, hai centrato pienamente i sintomi: gambe molto molto molli e svampita, diciamo più del solito… perchè tu non lo sai, ma io sono svampita anche quando sono lucida. Quanto alle nostre chiacchierate sono belle e si parliamone!;-)

    Virginia
    Ma lo sai che quel pezzettino di burro che scivola nei porri mi incuriosisce?verrò da te a vedere se trovo l’argomento che mi incuriosisce molto, cara Virginia!Un bacio!

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