Si chiama Reginaldo, il mio dirimpettaio

Pane con licoli e semi di canapa

Quando l’altra notte ho guardato nello spioncino, ho scoperto che il nuovo inquilino non è un licantropo.

E dire che ne ero certa. Da quando è diventato il mio vicino più prossimo e il porta a porta è l’unica distanza che ci separa, io per colpa sua ho smesso di dormire. Semplicemente perché lui non dorme mai e i rumori della notte lasciavano intendere che entrasse e uscisse di casa a intervalli di un’ora. Giusto il tempo che io impiego a riaddormentarmi prima di essere nuovamente risvegliata.

Così una notte stanca di ritrovarmi sveglia a fissare il soffitto, ho deciso di spiare la nuova vita vivace sul pianerottolo di casa e ho scoperto così che non si tratta di un licantropo, ma di uno scapolo vecchia maniera tutto sigaro e paltò.

Uno scapolo molto ambito, che in quanto tale non sarebbe un problema, se non avesse deciso di accogliere in casa tutta una variegata comunità di signorine che di notte affollano il pianerottolo e, per rendere vivace lo scambio fra loro, salgono e scendono dall’ascensore divertendosi meglio delle montagne russe.

Insomma, lui non è un licantropo. Piuttosto un vigile urbano che regola ogni notte il traffico femminile di tutta Roma e provincia proprio dietro la porta di casa mia.

Ecco, per me non è una bella cosa, visto che dormire di notte in genere mi veniva naturale e adesso non succede più.

E siccome non ho ancora capito cosa ci faccia tutta questa fitta popolazione proprio dietro la porta di casa mia, ho deciso di studiarla montando di guardia ogni notte.

Lo scalino di ikea che fino a qualche tempo fa mi era molto utile per inerpicarmi in cucina, adesso è il punto rialzato più comodo per arrivare allo spioncino della porta di casa.

E proprio lì mi ha ritrovato mio marito la mattina seguente.

Comunque si chiama Reginaldo, un nome che non avevo mai sentito prima di cominciare a soffrire di insonnia.

L’ho detto anche al mio fisioterapista quando mi ha chiesto la causa delle mie veglie notturne:

“La causa si chiama Reginaldo” – gli ho risposto, ma non so se ha colto l’entità del mio disagio, ché non mi ha fatto più domande.

Ma mio marito, invece, ha provato a farmi ragionare ché non vale la pena restare svegli solo per scoprire come si chiama il nuovo inquilino e forse ha ragione, ma questo non risolve nell’intimo il mio nuovo problema di comprendere le ragioni di tanto affollamento proprio sullo zerbino di casa mia.

Così l’altra notte nel tempo morto tra un gruppo di ‘visitatrici’ che se ne andava e un altro in arrivo, mentre pensavo di occupare abusivamente il pianerottolo di casa come ho fatto con tutti i gabbiotti del condominio in questi anni, ho impastato un pane.

Quando l’ho sfornato è suonata la sveglia, anche se io sveglia lo ero già.

Pane con licoli e semi di canapa

La mattina prima di uscire di casa ho individuato l’ennesimo capello bianco, ho coperto le occhiaie che ce n’era bisogno e ho chiamato l’ascensore, ma sul pianerottolo più turistico di tutta Roma mi sono ritrovata in compagnia.

“Buongiorno!” – mi ha detto una voce cavernosa – “Sono Reginaldo il nuovo inquilino. Di giorno non ci incontriamo mai, perché sono fuori a lavoro ma per qualunque cosa, anche di notte, sono sempre sveglio”.

Quando ho smesso di fissarlo, ché la somiglianza con un licantropo in effetti era più credibile di quella con Casanova, mi sono presentata anch’io, ma solo per educazione:

“Io sono Laura. E di giorno lavoro, ma solo di giorno. Di notte io, dormo.”

Pane con licoli e semi di canapa

Ricetta Pane al licoli e semi di canapa

Pane con licoli e semi di canapa

Ingredienti:

  • 80gr di licoli
  • 380 ml di acqua tiepida
  • 1 cucchiaino di miele
  • 550 gr di farine miste
  • (400 Buratto 2, 150 gr farro integrale)
  • 12 gr di sale
  • 50 gr di semi di canapa

Procedimento: 

  • Sciogliere 80 gr di licoli in acqua tiepida + 1 cucchiaino di miele.
  • Versare le farine nella stessa ciotola degli ingredienti liquidi e mescolare con un cucchiaio di legno e poi con le mani fino a formare un impasto.
  • Aggiungere il sale e i semi di canapa.
  • Riprendere a impastare con le mani.
  • Con l’aiuto di un raschiapasta di plastica pulire le pareti della ciotola e assicurarsi che gli ingredienti si siano ben amalgamati. Coprire e far riposare per 10’.
  • Dopo 10’, lasciando l’impasto nella ciotola, tirare un pezzo di impasto di lato e premerlo al centro. Girare leggermente la ciotola e riprendere con un’altra porzione di impasto.
  • Ripetere questa operazione per 8 volte, lasciando passare ogni volta 10’ di intervallo finché l’impasto non cominci a fare resistenza. Dopo 10’ minuti ripetere ancora due volte quest’operazione e lasciar riposare per 1h.
  • Spolverare di farina un piano di lavoro pulito.
  • Trasferire l’impasto e formare un disco liscio.
  • Foderare un cestino di lievitazione o uno scolapasta con un canovaccio pulito, spolverarlo di farina e farlo raddoppiare di volume: ci vorranno dalle 3h alle 6h.
  • Circa 20’ prima di infornare, accendere il forno a 240°C.
  • Scaldare una teglia sul fondo del forno.
  • Quando l’impasto sarà raddoppiato di volume rovesciare il  cestino sulla teglia.
  • Sfilare con delicatezza il canovaccio e con un paio di forbici da cucina fare dei tagli sulla superficie del pane
  • Infornare il pane sulla teglia.
  • Cuocere per 30’ o finché il pane non risulterà ben dorato. Per controllare se è ben cotto, basterà rovesciarlo e  dargli un colpetto sul fondo: dovrebbe  suonare vuoto.
  • Se non è pronto, rimettere in forno per qualche minuto. Altrimenti farlo raffreddare su una griglia.

Pane con licoli e semi di canapa

Corolle 580 ml – MCM emballages distributore Weck

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12 Comments
  • Alice

    febbraio 12, 2017 at 11:38 pm Rispondi

    “Vorrei” dormire, avresti dovuto dire 🙂
    Foto che incantano come sempre 🙂

    • Laura

      febbraio 13, 2017 at 10:17 pm Rispondi

      Alice certo tu hai ragione, ma ero del tutto inebetita: quell’uomo è tutto ricoperto di peli e mi toccherà montare di guardia tutte le sere per fugare l’idea che sia veramente un licantropo!Ad ogni modo veramente non dormo più, anche questa sera sfornerò l’ennesimo pane e tra poco comincerò a soffrire di narcolessia se continuo così 🙂

  • Margherita

    febbraio 13, 2017 at 5:35 pm Rispondi

    È forse dal tempo delle mitiche cipolle ripiene che non vengo a trovarti, ma sono stata pigra e un po’ demotivata ultimamente… vorrei avere l’energia di Reginaldo e indire feste da pianerottolo tutte le sere. I miei vicini francesi pensano di vivere in Giamaica piuttosto che a Montreal, e giocano tutte le sere a Bob Marley, quando li incontro sul pianerottolo la mattina e mi dicono, con quell’inconfondibile accento, “Salut, ça va?”, io piuttosto vorrei chiedergli come fanno a svegliarsi la mattina… misteri da vicinato. Mentre ci penso mi prendo una fetta di pane e nella speranza che quel burro sia salato, vedo di dare un senso alla mia giornata nonostante i 50 cm di neve che ci sono fuori… un grande abbraccio Laura, venire qui mi era mancato!

    • Laura

      febbraio 13, 2017 at 10:24 pm Rispondi

      Margherita, a chi lo dici la verità è che sono diventata pigra anche io e a parte pubblicare qualche post non riesco più tanto a viaggiare nelle cucine degli altri come mi piaceva fare prima. Quest’anno una serie di novità mi hanno catturata del tutto ma in effetti grazie a Reginaldo sto recuperando il tempo della notte 🙂 che mi rende operativa più di quanto immaginassi!I tuoi vicini francesi che pensano di vivere in Giamaica sono un bozzetto fantastico e secondo me meriterebbero di essere i dirimpettai di Reginaldo prima o poi dormiranno anche loro. Quanto a quella fetta di pane, si il burro è salato come piace a noi!;-) Ti abbraccio fortissimo Margherita bella!

  • Melania

    febbraio 14, 2017 at 3:25 pm Rispondi

    Il mio vicino, invece, mi tiene sveglia perché sceglie sempre di ascoltare musica alle ore più insolite. E non ti nascondo che la cosa mi rendeva un tantino nervosetta, specie perché la sera rincasavo sempre tardi e già di mio faticavo a dormire. Perciò una sera mi son decisa e ho bussato alla sua porta.
    Tentativo rivelatosi inutile.
    Da allora, anch’io come te quando non dormo, cucino.
    Che dire Laura il tuo pane è bellissimo già in foto, non oso immaginare il sapore.

    • Laura

      febbraio 16, 2017 at 7:48 pm Rispondi

      Melania pensa che “per colpa sua” sono già al mio sesto pane!!!Non so cosa mi tenga su al momento ma a breve accuserò un sonno rovinoso, forse cadrò in letargo 🙂 Dei vari pani sfornati questo è stato quello che mi ha dato più soddisfazione e sai penso che sia stata fondamentale la farina Buratto che in genere mi da tanta soddisfazione anche nella preparazione della pizza. Con tutte le altre farine di forza non mi succede di avere un alveolatura come quella. Non ti nascondo che di notte faccio pensieri audaci e sogno di comprare un mulino domestico… non dormire fa male!:-)

  • Ulica

    febbraio 17, 2017 at 9:41 am Rispondi

    Leggere te mi fa sempre bella la giornata! 🙂 Ti ho immaginata mentre dicevi al dirimpettaio „di note io dormo” :)).
    Il tuo pane incanta!… Trovare un pane così sulla tavola vuol dire ricchezza e gusto, fantasia e benessere, profumo e voglia di iniziare una nuova giornata.
    E Reginaldo non immagina nemmeno com’è bello iniziare la giornata con una fetta del tuo pane appena sfornato! ☺
    Tanti baci! ☺
    Ulica

    • Laura

      febbraio 17, 2017 at 7:18 pm Rispondi

      Ulica cara, mi piacerebbe farti conoscere Reginaldo 🙂 ma dallo spioncino che non si sa mai… resto dell’idea sia molto pericoloso più come licantropo che come Casanova 🙂 Quel pane così non mi è più riuscito, forse funziona solo di notte quando non dormo, chissà comincio a pensarle tutte, ad ogni modo oggi ho rinfrescato il lievito lo stesso, ho scoperto che impastare pane mi piace tanto anche di giorno!;-) Ti abbraccio anche i tuoi commenti mi fanno stare bene!

  • Debora

    febbraio 17, 2017 at 9:24 pm Rispondi

    Allora mia bella misantropa…sono finite certe scorribande o ancora no? Vedi che se continuano, per ripagare il baldo giovine con la stessa moneta, potremmo presentarci lì a casa tua con tutta la band e indire una “occupazione/concertorock a casa Russo: vedrai come gli passano tutte le peggiori intenzioni a suon di batteria!!!
    Ma bon, parliamo invece di questo pane….torno anche venerdì prossimo sei vuoi?! Mi è piaciuta proprio la trovata del mio non pranzo e della tua non merenda a suon di fette, marmellata e the….e poi concludiamo con un giro all’EsseLunga….

    • Laura

      febbraio 27, 2017 at 3:54 pm Rispondi

      cara mia qua le scorribande non finiscono mai ed è per questo che ormai sono uno zombi ‘che corre’ 😀 In tutto questo chi ci guadagna è la mia tavola e guarda caso il pane non manca mai… di notte si impasta che è una bellezza!

  • Sara e Laura Pancetta Bistrot

    febbraio 21, 2017 at 5:40 pm Rispondi

    Reginaldo è un nome da pagine antiche…e la sua vita ricorda un po’ quella di un romanzo ma mai quanto le tue notti insonni a panificare e indovinare i movimenti di un sospetto licantropo…Leggendoti ti abbiamo immaginata con una fascia anni ’50, di quelle col fiocco che adoriamo e usiamo mentre impastiamo, con un caffè lungo in mano, foto appese alle pareti in perfetto stile spionaggio e la stanza invasa da un profumo di pane che convertirebbe il più incallito playboy nel più devoto fornaio! Foto che dire? Sempre splendide! Bello vivere anche di certezze ^^

    • Laura

      febbraio 27, 2017 at 4:01 pm Rispondi

      Reginado se non si fosse chiamato avrebbe meritato un soprannome degno del suo soprabito e di quell’aria assurdamente ‘innocente’ che ha 😀 La fascia in testa anni 50 mi dona soprattutto quando appoggio l’orecchio sul bicchiere in perfetto stile signora Ciecioni e poi mi attacco al telefono con l’amministratrice e ne nascono chiacchierate che meriterebbero di essere pubblicate e che invece terrò per me, per ridere nei momenti di sconforto!Pancettine belle che bello leggervi siete una tavolozza di colori bellissimi!

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