“Enivrez-vous”: crackers mojito…

Crackers mojito

Fare dell’ebbrezza una condizione permanente dello spirito è l’unica questione. Forse addirittura l’unica salvezza. Per me è stato così, in un periodo in cui me ne andavo in giro con un cappotto troppo abbottonato per respirare e occhiali fuori misura per il mio naso. Prendersi troppo sul serio fa male… e allora io ho cominciato ad ‘ubriacarmi’:

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Carrettiera

Carrettiera

‘Alla carrettiera’: un modo alternativo, rispetto ‘all’amatriciana’ o ‘alla carbonara’, di condire gli spaghetti nella cucina del Lazio. Ecco come si chiamava uno dei piatti preferiti dai carrettieri che portavano a Roma il vino dai castelli. E se per naturale attrazione ho sentito l’irresistibilità di sperimentare una ricetta mai provata, resta inappagata la curiosità di conoscere la sua storia: mando un bacio attraverso l’etere a chiunque vorrà raccontarmi qualcosa di più sull’argomento, a chiunque conosca già il sapore di ‘mare e monti’ nello stesso piatto.

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Crostata di mele e marmellata di arance amare

Crostata di mele e marmellata di arance amare

Mia nonna Ida aveva già l’indice infarinato mentre raccomandava a mia madre la marmellata di arance amare, per la sua crostata di mele. Marmellata di arance amare e nessuna sostituzione a sua insaputa.

Io quel giorno ero lì: in ginocchio sulla sedia, i gomiti sul tavolo ad aspettare di vedere cosa avrebbe riempito il cratere di farina sulla spianatoia. E quel giorno fortunatamente ero proprio lì: in una di quelle rare occasioni in cui la cucina più affollata di Via Michelangelo Castagna, era tutta nostra. Mia nonna, mia madre e io: tre generazioni nel momento importante del passaggio di un ‘testimone’ di tutto riguardo, la crostata di mele e arance amare ovviamente!

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Pane con Li.Co.Li.

Pane con Li.Co.Li.

Li.Co.Li.: Lievito in Coltura Liquida ecco di cosa si tratta. Ho scoperto l’argomento quando l’altro ‘gambero’ un giorno si è presentato con un nuovo libro di cucina e mi ha detto: “Per te e i tuoi pani”. E allora io la sera stessa, sul divano dei miei dopo cena, mi sono ritrovata tra le pagine di un nuovo libro a far mie tutte le informazioni più adatte alle scorte di farina, di frutta secca, di semi di ogni tipo e, non ultimo, di lievito madre. Con un’attenzione rivolta verso le preparazioni  più familiari e ‘rassicuranti’, ho saltato la pagina dedicata alla novità del Licoli.

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Frittatine all’ortica e peperoni secchi

Frittatine all'ortica e peperoni secchi

Io e ‘pane&frittata’ ci siamo incontrati decisamente tardi. Io ero già alle elementari. E ‘Lui’, era il panino di ‘un’altra’: Debora per l’appunto, la mia compagna di banco di allora. Il nostro incontro ha avuto, per me, il sapore di una ‘trasgressione’, nel momento stesso in cui io e Debora abbiamo deciso di scambiare le nostre merende a ricreazione. E si che a me sembrava veramente di ‘trasgredire’, perché oltre a ‘tradire’ l’amato maritozzo di Peppe Ciccione, avevo la sensazione di fare un torto anche a mia madre, così premurosa nell’assicurarmi sempre una merenda dolce.

Perché io ho sempre preferito qualcosa di dolce: qualcosa che più che saziare la fame, corteggiasse la gola. Eppure in quell’occasione la tentazione fu forte. Forse lo spessore della frittata, alta e ripiena di tutto ‘un bene’ indecifrabile all’interno, forse il pane casereccio dalla mollica fitta e spugnosa il necessario ad assorbire l’olio in eccesso, insomma io non ho resistito. E al diavolo sensi di colpa senza senso![continua la lettura…]

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Neole e nebbia nel mio Abruzzo “fantastico”

Neole e 'Nebbia' nel mio Abruzzo fantastico

Mi capita delle volte di mangiare per ricordare: perché ci sono immagini del passato così riposte che solo l’intervento di una sensazione aggiunta, mi aiuta a recuperare ciò che ho perduto chissà dove. Chissà quando? E infatti delle volte mi capita di chiedermi quand’è che io e il mio Abruzzo fantastico ci siamo separati, perdendoci di vista: quando per scelta ho deciso di ignorarlo o quando inaspettatamente l’ho salutato? Così ho pensato che con una neola croccante sotto i denti qualcosa sarebbe successo, magari un ‘abracadabra’ che mi riaprisse una visuale sulla memoria incanalandosi direttamente dal palato per ricondurmi indietro: nel cuore dei luoghi e dei modi di dire che non suonano mai comuni nella distintiva cadenza delle parole a tratti svogliate, in alcuni casi ‘trascinate’ come sul ritmo di una cantilena. Così mordo una neola e ‘rivedo’ il mio Abruzzo ‘fantastico’ attraverso la nebbia.

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“Zuppa d’inverno”

"Zuppa d'inverno"

“Una zuppa d’inverno”. Un bel titolo ho pensato: forse nella mia testa un’associazione romantica, che so, a “Un cuore d’inverno” con cui ho palpitato nel mio breve periodo di cinema francese. Poi c’è stata anche “Una rosa d’inverno” uno dei primi romanzi d’amore con cui ho ingannato l’attesa dei primi innamoramenti. E allora mi sono chiesta: “perché mai prima che l’inverno finisca, il nome della zuppa più ricorrente nel mio ‘piatto d’inverno’ non può essere quello di ‘una zuppa d’inverno’?

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Chutney di arance e datteri

Chutney di arance e datteri

Questa mattina mi sono accorta di essere dentro il giorno più ‘atteso’ dell’anno, non appena mi sono ritrovata davanti i cancelli della scuola. Certo che per me un venerdì è sempre meglio di un S.Valentino, ma in effetti per i miei studenti adolescenti e innamorati sempre, non è proprio la stessa cosa.

Così è cominciata l’avventura ‘zuccherosa’ di una giornata che, a quindici anni d’età, sa di rose rosse sotto il banco e cioccolatini speciali per tutti a ricreazione. Di bigliettini nascosti nel diario e di più esemplari promesse di eterno amore sull’asfalto del cortile. E in tutta questa partecipazione collettiva dell’amore che si manifesta ‘sfacciato’ tra fiori inaspettati e missive spedite nel bel mezzo dell’ora di poesia, ad un certo punto anch’io ho cominciato a sentirmi stordita e disorientata da tanta felicità ‘organizzata’. Quasi quasi… contagiata?

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Roastbeef alla senape

Roastbeef alla senape

Mi piace che il pranzo della domenica esca dal forno. La mattina della domenica in genere vince ogni mia indolenza al risveglio, mi ritrovo in cucina davanti ai fornelli già con le idee abbastanza chiare sul da farsi e come prima cosa accendo il forno. Non si sa mai, diciamo pure che così intanto mi riscaldo un po’. Il tempo di un caffè in piedi dietro le finestre della cucina per ‘assicurarmi’ che la vita di quartiere sia sempre lì, al solito posto: i ciclamini rossi sui davanzali delle finestre di S. Ippolito, i tavolini dei caffè sui marciapiedi di via Padova, il forno ebraico sulla sinistra, le sfumature di verde, tutte a Villa Torlonia in lontananza, e poi si parte. E si parte sempre dal forno, che tanto è  acceso già da un po’. Così questa volta, proiettata col pensiero al pranzo della domenica, ho pensato fosse finalmente arrivato il ‘momento’ del roastbeef alla senape!

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Torta al cioccolato e barbabietole rosse

Torta al cioccolato e barbabietole rosse

Eccomi qua, dalle carote nei muffin alle barbabietole nella torta al cioccolato. Quando ho visto questa torta da Martina sono impazzita per più di un motivo: il cioccolato, ad esempio. Questo ingrediente che non amo particolarmente nella sua assolutezza, mi provoca irresistibilmente ogni volta che si presenta in accostamenti ‘insoliti’ o addirittura ‘audaci’. Ora, in effetti, non so bene quanto sia audace immaginare barbabietole e cioccolato insieme nella stessa torta, ma il fatto che io ami perdutamente le barbabietole ha incoraggiato la mia immaginazione a fantasticare con un certo trasporto su questo nuovo abbinamento, fino a non resistere. Già che io in genere non resisto mai, piuttosto abdigo… soprattutto quando cedere è dolce. E questo è il caso! Così le barbabietole scoperte e amate perdutamente nella mia estate ellenica insieme alla skordalià, sono entrate prepotentemente nel mio inverno in un’originale versione di torta al cioccolato. Questa, appunto!
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Muffin carote e zenzero

Muffin carote e zenzero

Delle volte mi capita di accontentare Ester: colgo all’istante i suoi ammiccamenti verso i prodotti più belli e con un cenno della testa dico: “si”. Ci sono giorni in cui presa come sono da tutto quello che non deve assolutamente sfuggire alla mia memoria, Ester ha delle iniziative e, senza interpellarmi neppure, prende e infila nel sacchetto della mia spesa. E’ un rapporto che visto da fuori potrà sembrare bizzarro, addirittura eccessivo, ma a me piace stabilire questo tipo di confidenza fiduciosa con le persone da cui mi servo. Con totale leggerezza mi affido ad alcuni personaggi che ormai fanno parte della mia quotidianità più piacevole: a questi con un cenno del capo, con un sorriso o a viva voce dico sempre di ‘si’. Ed esattamente secondo questa consuetudine, è finito un enorme bouquet di carote nel mio frigo.

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Pane bianco…kamut o enkir?

Pane bianco di kamut

Kamut o enkir?Mi sono chiesta nel bel mezzo di un tavolo appena predisposto alla panificazione: la pasta madre già rinfrescata nel barattolo di lievitazione; l’acqua calda già nella ciotola, la ciotola già sulla bilancia, e le farine?Kamut o enkir?

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Io, la zucca e la catalogna… in pausa pranzo

Io, la zucca e la catalogna...

Io, la zucca e la catalogna siamo diventate inseparabili da quando una quotidianità priva d’importanza ci ha allineate, una dopo l’altra tutte nella stessa casa. Dapprincipio ero io: sola e sconsolata nella trascuratezza dei pasti d’avventura, quelli sacrificati nei ristretti tempi della pausa pranzo. Poi un bel giorno è arrivata la zucca. Si è presentata con la solarità che le compete, due belle pance una a destra e l’altra a sinistra e un bel fiocco in testa come retaggio delle feste passate. Un regalo speciale a cui mi sono rivolta con totale dedizione, almeno finché non è arrivata anche la catalogna.

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Torcetti di pasta madre e harissa

Torcetti di pasta madre e harissa

Nel preciso momento in cui  avvolgo l’impasto del pane in un canovaccio fresco di bucato, guardo l’orologio, oriento la mia attesa per il tempo della lievitazione e mi viene voglia di ricominciare da capo. Riparto così direttamente dal lievito madre: affondo le dita nel barattolo appiccicoso di lievitazione, catturo una generosa quantità di pasta e riparto con acqua, farina, olio e sale. In genere le ricette con cui inganno l’attesa di una lunga lievitazione, mi procurano una soddisfazione immediata: questo è il caso, ad esempio, dei torcetti di semola con esubero di pasta madre.

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Insalata di arance e aringa affumicata

Insalata di arance e aringa affumicata

Il sapore delle aringhe affumicate mi incuriosisce dai tempi dell’università: quando arte e letteratura si contendevano il primato delle mie preferenze particolari. E in realtà era nell’indecisione delle mie passioni che io amavo crogiolarmi senza stabilire primati e, nonostante tutto,  senza crisi d’identità. A quelli che mi conoscevano lasciavo la possibilità di inquadrarmi secondo l’uso delle etichette di indirizzo, ‘irrinunciabili’ per tutti gli altri: ‘storico’ o ‘critico’? ‘Letterato’ o ‘filosofo’? ‘Archeologo’ o ‘filologo’. Questo era il problema!Per molti. O quanto meno, per tutti quelli che dovevano ancora capire chi essere, cosa diventare o semplicemente come presentarsi. Ma io no. Io in quel periodo mi rivolgevo ad ‘altro’, ricordo ad esempio di aver ‘studiato’ due cose distintamente: il ragazzo che in biblioteca leggeva Pessoa un tavolo più in là del mio e il pittore che nei suoi quadri ritraeva aringhe affumicate nel piatto.

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