“Viaggio sentimentale intorno alla mia cucina”

Sfogliatelle abruzzesi

Tante sono le persone con cui ho chiacchierato un tempo interminabile sotto il mio albero di Natale: ne sono venute fuori storie e ‘punti di vista’ inesplorati da cui rivedere anche questioni che sembravano assodate.

Ecco, ad esempio riflettere con mia nonna sul ‘bello degli uomini con i baffi’ dall’angolazione dei suoi cento anni di età, è stato sicuramente appassionante, oltre che del tutto inaspettato!E poi ci sono stati i singhiozzi di Marta che dal suo primo anno scarso di età già s’inerpica in monosillabi polisemantici per comunicare chissà quali stati d’animo che io, ‘zia’ poco presente nella sua vita, fatico a interpretare.

Ma in effetti tra tante cose e persone di cui ho sentito parlare, se dovessi dare voce a qualcuno so già come finirebbe: in tutta sincerità, con un atto di prepotenza, negherei la parola a tutti e parlerei io, come sempre. E parlerei di quelle cose futili che piacciono tanto a me: così banali da meritare un titolo, magari altisonante o semplicemente stravagante per farne memoria e recupero tutte le volte che desidero tornare indietro ai miei momenti importanti.

E allora pensavo che le mie vacanze inaspettatamente domestiche, come mi auguravo di trascorrerle e che temevo di non poter godere se non in tarda età, sono state così belle da meritare qualche parola scritta e anche un titolo. Un titolo come “Viaggio sentimentale intorno alla mia cucina”, ad esempio.

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Torrone bianco con noci e nocciole all’ aroma d’arancio

Torrone bianco con noci e nocciole all' aroma d'arancio

Cosi presa a rispettare scadenze improrogabili, anche quest’anno ho perso la mia occasione di preparare l’albero di Natale, che se il mio santo marito e il caro amico Paolo non avessero organizzato il solito ‘rendez-vous’ per gli addobbi natalizi, oggi non avrei goduto i colori e le luci a intermittenza del Natale, ormai alle porte.

In cucina invece no. In cucina il Natale si respira da un po’: qualche giorno fa ad esempio il Natale si è palesato nelle cupole lucide di cioccolato fondente di ben due Parrozzi perfettamente panciuti come tradizione abruzzese vuole. Poi è stata la volta dei ‘caggionetti’ e del Natale che sa di mandorle tostate, marmellata d’uva e mosto cotto.

Oggi, invece, il Natale si è presentato in lingotti di torrone bianco a pasta morbida, una ricetta già collaudata e che in questo caso ho voluto personalizzare all’aroma d’ arancio e con le noci e le nocciole del mio albero, al posto dei pistacchi.

Così ecco con un alberello stilizzato, poggiato al rocchetto di filo rosso delle mie confezioni ‘fai da te’, forse forse riesco a lasciare un po’ di Natale anche qui. E per essere più convincente magari scarto per gli ‘ospiti’ dell’ultimo minuto la mia proposta di torrone artigianale. Lascio tutto qui, in regalo, a chiunque volesse rubare al volo l’idea di un dolce in più da servire in questi giorni o da regalare a parenti e amici.

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Cardi gratinati

Cardi gratinati

Gratinare, non mi dispiace mai tanto. Un’operazione consigliabile a tutti i ‘pasticcioni’ per natura, agli ‘stratificatori’ metodici o ai ‘pigri di cuore’ che amano lasciar fare al forno la sua parte. Ecco, le possibilità sono varie ed estendibili per lo più anche agli ‘sbattitori compulsivi’ di besciamella o ai ‘maniaci di formaggio che fonde’ soprattutto se il gratin in questione è a base di verdure. Quanto ai cardi invece, ne ho sentite delle belle: come ad esempio che siano preferiti da “socialdemocratici promotori dell’austerità per superare la crisi economica, ciclica oppure no”.

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Castagnaccio e la ‘storia inesistente’ (capitolo sette?)

Castagnaccio

Io sono così, odio ciò che resta in sospeso. Il fatto è, però, che in questo periodo un po’ in sospeso mi sento anch’io: stanca e inconcludente nella corsa di tutti i giorni che si sospende, a sua volta, tra un capolinea e l’altro della metro B.

Recentemente ho anche coniato un’espressione che dovrebbe chiarire la mia situazione a tutti quelli che sembrano interessati a sapere cosa faccio. “Sposto l’aria” – io rispondo, con tutto il sollievo di chi ha trovato la definizione ‘esatta’. Ma il mio caro marito, non è della stessa opinione: lui, con grande imbarazzo, mi fa notare che esiste un modo dire le cose ‘pour parler’, come dicono i francesi, e che non devo cercare metafore a tutti i costi per chiarire il concetto… che non è detto, poi, che il concetto chiaro per me, sia chiaro anche per gli altri.   Ma io no, io sono irremovibile e delle parole, quelle ‘esatte’ per raccontarmi, io sento sempre un gran bisogno.

Così eccomi tutto il mese di novembre a ‘spostare l’aria’ nel tentativo di giocare d’anticipo con scadenze, impegni e promesse fatte a me stessa e invece niente di buono ne è venuto. L’aria è rimasta immobile esattamente nel punto preciso in cui si trovava: penzolando sospesa insieme alle mie intenzioni che non hanno preso forma.

Così, nello stesso modo, sono rimasti in sospeso, dal tempo in cui mi divertivo a rigare gnocchi, anche un pacchetto di farina di castagne e la promessa di una nuova storia da raccontare.

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“Ars Eros e Cibus” e Taste Abruzzo a Sulmona

"Ars Eros e Cibus" e Taste Abruzzo a Sulmona

“Taste Abruzzo” ph Maresa Dell’Olio

Ultimamente io non sono più solo ‘io’, ma vivo anche nel ‘noi’ di Taste Abruzzo. E infatti Taste Abruzzo, siamo ‘noi’: nove blogger accomunate  da tanto Abruzzo da assaggiare e da raccontare, a chi della nostra terra ha visto poco e poco ha sentito parlare.

E se finora per il nostro progetto di condivisione e convivenza, l’etere è stato un facile approdo per lo scambio e la frequentazione reciproca, l’opportunità per un incontro ravvicinato, abbracci stretti e chiacchiere alla presenza l’una dell’altra ce l’ha offerta la città di Sulmona in occasione dell’evento “Ars Eros Cibus”.

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Parrozzetti per Taste Abruzzo

Parrozzetti per Taste Abruzzo

A Natale i parrozzetti sono sotto l’albero. Ma è ovvio che si può vivere di questa certezza se l’albero in questione è abruzzese, possibilmente della costa, possibilmente di Pescara. E infatti io li trovavo a Pescara, sotto l’albero del nonno Osvaldo che me ne offriva uno appena arrivavo nella sua casa.

E si che la vita festiva del parrozzetto non era la stessa del parrozzo: la versatilità del parrozzetto infatti è sempre stata nella gradevole versione mignon, più facile da offrire all’ospite imprevisto, più accattivante per la merenda dei più piccoli. E allora io, per questo fine settimana di festa e di Natale alle porte, ho pensato di offrire parrozzetti a tutti quelli che non hanno a portata di mano un ‘albero abruzzese’ sotto cui trovarli.

Lascio perciò la storia e la ricetta, sotto il ricco ‘albero’ di Natale di Taste Abruzzo per chiunque abbia voglia di trovarvi in regalo un parrozzetto da parte mia.

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Gnocchi di castagne con pesto di noci e ‘allegoria del quattro’

Gnocchi di castagne con pesto di noci e 'allegoria del quattro'

Curiosa questa storia in cui le parole procedono agili per capitoli, mentre i numeri no… i numeri si fermano. O forse sono io che davanti ai numeri mi fermo, anzi m’impantano nella ricorsività numerica che non da scampo… che non mi ha dato scampo mai, come il quattro in matematica, che si ripeteva nei compiti in classe di allora, come nei ‘capitoli’ di oggi.

Così sul filo di queste associazioni anarchiche, mentre impastavo gnocchi con la farina di castagne, ho capito di dover concedere qualche tributo, ancora, a questa ‘allegoria del quattro’… se non altro per avere l’occasione di parlare un po’ di questo quarto anno di bloggerismo ‘ancora da capire’.

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Quattro uova alla pizzaiola per un quattro in matematica…

Quattro uova alla pizzaiola per un quattro in matematica...

Ultimamente chiacchiero di tante cose e di tanto chiacchierare le parole sono diventate ‘capitoli’ e, senza che io me ne accorgessi, ogni capitolo ha preso ad inseguirne un altro generandone ogni volta, uno nuovo. Ecco è andata così.

In questo modo allora, dalla ‘Chanson di Roland’ è venuta fuori la storia delle melanzane che son finite nella pasta al forno. Quest’ultima è appunto uscita dal forno in un giorno di febbre, tanto simile a quella dei miei trascorsi ‘innamoramenti’. Di questi, poi, avevo fatto censura insieme ad una torta di mele, riposta nel capitolo quattro. Quattro appunto… e dicevo del quattro che era esattamente il voto che avevo in matematica. Come quattro era il numero di uova che la Sig.ra Maria mi regalava, per il quattro in matematica.

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Impasto olio e vino per Taste Abruzzo

Impasto olio e vino per Taste Abruzzo

Quando il  mio amico Rolando, mi fa dono di quel mazzolino di fiori di zucca che ancora fanno capolino tra le foglie del suo orto, io arrossisco sempre un po’ e un po’ mi ingolosisco al pensiero della ricetta con cui onorare il gradito omaggio. Giorni fa quando il mio caro ‘cavalier-coltivator servente’ ha raccolto per me un intero cestino di fiori zucca, ha pensato bene di suggerirmi l’abbinamento dei suoi fiori profumati con la delicatezza di un primo sale. A me non è restato che prendere posizione sull’impasto con cui sigillare quel prezioso consiglio. E  allora ho fatto ricorso ad una formula più che collaudata in tanta parte del mio Abruzzo ‘fantastico’ e che risiede nel segreto dell’olio e del vino.

Olio extravergine d’oliva per dare elasticità all’impasto, vino bianco da tavola per assicurarsi la giusta friabilità: ecco i primi due segreti svelati. Altro e molto di più è quello che ho raccontato degli impasti base su Taste Abruzzo, dove il sapore incontra la natura.

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Su “Taste Abruzzo, it’s Xmas Time”!

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Il nostro primo contest che premia mettendo in palio un soggiorno per due persone in Abruzzo.

Ormai a novembre possiamo già parlare di Natale, anzi, in un certo senso dobbiamo farlo visto che si inizia a pensare ai regali da fare, agli addobbi da preparare e, soprattutto, ai piatti da realizzare, dato che ci aspettano giorni di Festa importanti.

Ebbene, proprio perché così speciale, la redazione e tutti noi che collaboriamo a Taste Abruzzo, dove il sapore incontra la natura abbiamo pensato di rendere omaggio a questo periodo pre-natalizio con il nostro primo contest, interamente dedicato alla Cucina delle Feste.

Quindi, cari tutti, iniziate a tingere le vostre tavole di rosso, oro e bianco e munitevi di creatività, passione e di ingredienti perché c’è da partecipare a “Taste Abruzzo, it’s Xmas Time!”

E già che ci siete, tenete pronta anche la valigia. Eh già, perché il nostro è un progetto atto a promuovere questa bellissima terra, perciò, per voi che deciderete di partecipare, in palio c’è la possibilità di vincere un soggiorno in Abruzzo presso la Country House Casale Centurione e, per i semifinalisti, ci sono in palio 10 fantastiche Mug della designer Paola Mucci e del Graphic Artist Mauro Forte di AbruzzoCreativo!

Il contest è organizzato con la loro preziosa collaborazione e con dei giurati molto speciali che giocano un ruolo fondamentale, quello della scelta del vincitore finale!

Se vi abbiamo incuriosito abbastanza e vi è venuta voglia di partecipare, venite a scoprire su Taste Abruzzo, dove il sapore incontra la natura i volti della giuria, il regolamento per partecipare, il tema e quali sono i Magnifici 5 ingredienti protagonisti del nostro contest.

Vi aspettiamo numerosi!

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Torta di mele, ricotta e uvetta

Torta di mele, ricotta e uvetta

L’ultima volta ho raccontato una storia… una storia qualunque, sia chiaro!E, appunto, per ‘chiarezza’ l’ho divisa in capitoli. Ne ho raccontati tre e ne ho omesso uno: il quarto. Credo di averlo censurato. Ma così facendo, della torta di mele, ricotta e uvetta nessuno ha sentito parlare… e questo è un vero peccato. Anzi è insopportabile. Perché la ‘censura’, quando ci toglie le cose ‘buone’, è insopportabile. E’ un dato di fatto e non si discute.

Allora secondo una modalità tipicamente ‘gamberesca’ di procedere, e che ovviamente mi è congeniale, faccio ‘un passo indietro’ per recuperare la storia della torta di mele taciuta e, inevitabilmente faccio ‘un passo avanti’… verso il quarto capitolo.

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Muffin integrali, yogurt e marmellata di more

Muffin integrali, yogurt e marmellata di more

L’idea di un muffin a colazione, è nata dall’incontro di un pensiero disperato e di un desiderio di risanamento, possibilmente immediato. Ecco la scorsa settimana per più di un motivo la stanchezza gretta e ignorante delle mie giornate si è portata via anche l’entusiasmo, più banale, del rientro a casa. E siccome non mi era chiaro come evitare l’apatia di una fine giornata, ho pensato di trovare qualche briciola di ottimismo almeno nel momento del risveglio.

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