Quando dietro i fornelli c’è Nené…

Quando dietro i fornelli c’è Nené, io sicuramente sono a Lugano: lei quella che cucina, io quella che mangia. Nené: ‘Antonella’ per i suoi amici, ‘Primavera’ sul lavoro, per me e tutte le ragazze del ‘Santissimo Rosario’ Nené, solo e sempre Nené.

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Verdure, masala ed Epiro ‘in piatto unico’

La consistenza farinosa comune a patate, fagioli corallo, carote, cannellini e la ‘verdura’ della pianta delle zucchine (simile a borragine) è stato il criterio di scelta delle verdure nel mio piatto. Il risultato, nella mia testa, doveva tendere al sapore di quelle minestre tiepide e un po’ ‘asciutte’ con cui mia nonna riempiva il mio piatto dopo una giornata di mare: lo chiamava piatto ‘povero’ molto probabilmente perché quello che per me era un ‘contorno’, ai suoi tempi si considerava ‘piatto unico’ accompagnato con frittelline di acqua, farina e qualche alicetta per un po’ di sapore in più. Ecco allora che prendendo spunto, come spesso mi succede, dai sapori che mi hanno cresciuta, ho ideato il mio piatto ‘unico’ a cui l’aggiunta del masala ha conferito un piacevole sentore d’Oriente.

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Gelato pesche e zenzero

Finalmente un po’ di gelato anche per me! Ho trascorso le mie estati passate a ‘corteggiare’ gelatiere grandi, piccole, alte, basse e, promettendo segretamente il mio ‘sì’ a tutte, temporeggiavo non sapendo a quale di queste accordare la mia fiducia: la promettente supertecnologica o l’affidabile ‘casalinga’?

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Carrot drink

Centrifugare. Ho sempre avuto un’idea molto teorica di cosa fosse un centrifugato ma accontentandomi di non saperne di più (per pigrizia o fatalità non saprei…), sono così rimasta ferma a considerare una ‘stravaganza’ centrifugare piuttosto che frullare. E invece no! Centrifugare vuol dire ‘estrarre’, distillare in succo l’essenza degli alimenti più disparati che, seppur frullabili, non riescono a liberarsi del proprio ‘superfluo’: materiale? esistenziale? Chi può dirlo?

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Insalata di farro e crudità di stagione

Prendete in considerazione una zucchina, di quelle romane, piccole e scanalate che in questo periodo vi danno a occhio la certezza di essere ‘novelle’… sono quelle in cui il coltello affonda con soddisfazione come nella polpa di un avocado maturo. Bene in questo caso, ne sarà necessaria più di una!

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Chantilly di fragole e basilico greco

Ho passato più di un mese a pensare alle fragole e pensa che ti ripensa stavo per correre il rischio che le fragole ‘pensate’ prendessero definitivamente il posto delle fragole ‘reali’, mancando l’appuntamento con la loro stagione più dolce e più ‘rossa’. Spesso incorro in questo incidente e tutto ciò che entra nei miei intenti, ci resta così a lungo da non trovare subito una collocazione immediata nella realtà fattiva degli eventi; allo stesso modo le mie fragole ‘pensate’ temporeggiando nella ricerca di un nuovo ‘modo d’essere’ in coppa, si sono ritrovate, come spesso capita a chi si allontana inutilmente per ritrovarsi al punto di partenza, ad essere una ‘variazione’ non troppo lontana delle più note fragole con panna: chantilly di fragole con basilico greco.

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Boghe fritte all’aggiadda genovese

E’ tutto un complesso di cose che fa che i miei pensieri in alcuni giorni siano un po’ più claudicanti del solito: forse il mancato appuntamento notturno con i grilli della campagna sabina; forse il rientro nell’ ‘Urbe’ spampanata dalle vampate di luglio… chissà! Così cerco un po’ di pace in terrazzo e dal sesto piano in sù mi ritrovo a considerare cosa c’è di nuovo sotto il ‘mio’ cielo di sempre…

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Granita alle more di gelso… ‘dolce’ far niente!

‘Cicaleggiare’: un’attività intensa e appagante a cui amo dedicarmi con passione e in totale assenza di sensi di colpa; ma, come spesso capita alle volontà più intime e segretamente riposte di essere ‘tradite’, io, per una bizzarìa della sorte o per un innato stoicismo stacanovista insufflato nella mia culla da una fata dispettosa, con troppa frequenza mi ritrovo ad interpretare (ahimé!) il ruolo dell’ansiosa formica operosa. Fortunatamente quando arriva l’estate, non c’è incantesimo che regga e torno finalmente a essere ‘cicala’ felice di consumarmi nell’arte del temporeggiare o della sosta perenne: dolce far niente, finalmente!

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Sgombri ‘in’ tisana d’agrumi ‘un’ trenta giugno

Trentagiugnomillenovecentosettantacinquetuttoattaccatosoloperme!

La giornata più calda di quell’estate, un impietoso garbino e poi io. Un’immagine con cui è divertente ‘romanzare’ come si può sul proprio conto… allegoricamente? simbolicamente? poeticamente? tutte rappresentazioni possibili se si pretende di conoscere anche ciò che non si è visto: mia madre sventagliata a destra e manca dalle future nonne; mio padre e le ultime pagine di un libro… – ad aspettare la fine della storia da leggere o l’inizio di una nuova da vivere? –

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Amatriciana e il ‘fascino di una variante’…

“Se nulla si crea dal nulla, l’originalità non s’inventa, si trova”. Ho per molto tempo attribuito il significato di questa frase (non mia, purtroppo!) al ‘mondo delle parole’, senza pensare alla sua versatilità in tutti i ‘mondi’ possibili in cui la creatività si sente libera di esprimersi. E in effetti una poesia come una ricetta sono, in egual misura, due forme di ‘riscrittura’ creativa di qualcosa di pre-esistente e l’originalità si conquista nella variazione sapiente degli elementi costitutivi e caratterizzanti di una tradizione già nota e consolidata nel tempo. Ho preso così uno dei piatti più noti della tradizione romanesca e, immaginando di alludere ai suoi elementi più riconoscibili (guanciale, pomodoro e pecorino), ho trovato l’originalità di una ‘nuova ricetta’: un’amatriciana d’estate.

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Sui modi e le maniere di ‘affogare’ un polipo…

Scrivere o leggere una ricetta sono due operazioni non troppo lontane dal rivelare o scoprire un segreto; se poi si pensa alla ‘natura’ di certi segreti e alla cucina come il luogo adatto a certe confessioni, il piacere della rivelazione per il palato è garantito!

Tutto questo mi porta delle volte ad avere voglia di raccontare ‘senza freni’ e condividere di più, ‘chiudere un occhio’ e  lasciarmi sfuggire una ‘parola di troppo’ fino alla vertigine del tradimento dei più piccoli particolari di un ‘vero segreto’: dei modi e delle maniere –ad esempio – di ‘affogare’ un polipo.

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