Stinco laccato agli agrumi

Ultimamente mi avvicino alla carne col desiderio di sperimentare nuove cotture e abbinamenti intriganti: ecco in genere sono questi i piatti che amo preparare e per cui sono disposta ad aspettare tempi lunghi, lunghissimi.

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Sfoglie di meringa salata al sumak

Non saprei spiegare come, fatto sta che dopo aver montato a neve ferma due albumi inseguendo l’idea di dolci nuvole di meringa, mi sono rivolta alla spatola è ho ridisegnato le mie intenzioni. Ecco cosa ho fatto: ho spianato la mia meringa perché diventasse qualcos’altro, qualcosa di nuovo o insolito, così giusto per provare… ed è venuta fuori una meringa salata.

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Costine al whisky e miele con cipolline

Tutto ciò che di caramellato e agrodolce passa nella mia mente direttamente in pentola, in genere parla dell’altro ‘gambero’ e dei suoi ‘amori’ aromatici: carni saporite in note agrumate, tabacco leggero e anice stellato, miele e whisky torbato. Ecco proprio quest’ultima ‘coppia’ è stata l’esca con cui l’ho attirato in cucina prima del previsto, prima dell’ora di pranzo.

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Torta allo zenzero e mele Renette

Eccomi qua finalmente con una torta di mele. Ho desiderato cercare tra le versioni collaudate di famiglia una mia personale rivisitazione che rivoluzionasse i soliti rapporti di bilanciamento tra impasto e frutta. Desiderando riconoscere alle mele un posto di privilegio la pasta avrebbe dovuto avere la consistenza croccante di una frolla, e insinuarsi e farsi spazio tra le mele diventandone la morbida intelaiatura senza pretendere di irrigidirsi ad esclusivo ‘contenitore’.

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Rotolini al tè Matcha

Il tè Matcha è stato un bel po’ nella mia dispensa senza trovare la giusta collocazione in una ricetta ideale che, a mio avviso, avrebbe dovuto rispettare ed esaltare il suo profumo fresco e leggero. Così ecco che quando, mi sono imbattuta nella ricetta di questi rotolini di pasta ‘verde’, ho trovato proprio quello che cercavo: una morbida pasticceria da servire con un tè profumato.

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Di cioccolato, amaretti e pan grattato

Sostituire la farina con pan grattato e la ‘farina’ degli amaretti sbriciolati è stato uno dei motivi della mia curiosità verso questa ricetta. Si tratta di un impasto dalla consistenza ruvida e umida al tempo stesso a cui amaretti e cioccolato conferiscono un carattere deciso e una dolcezza che tarda a manifestarsi, quel tanto che basta per tenere in sospeso il palato.

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Pizza al timo,sale nero di Cipro,pomodorini confit

I miei fine settimana ormai sono dedicati ai fornelli e alla sperimentazione di tutto quello che mi capita di leggere e m’incuriosisce. Qualche settimana ho dedicato il mio tempo ai tempi della levitazione per sperimentare tutto quello che Bonci promette nel suo libro ‘Il gioco della pizza’. ‘Aspettare’, può essere uno degli infiniti modi di controllare l’evoluzione di una preparazione, liberandoci della fretta di tendere  ad un risultato immediato: ecco allora sarebbe meglio dire che in certi casi il risultato è tutto nella capacità di ingannare il tempo. Questa volta ho voluto provare l’impasto misto di grano che anche ad occhio mostra un colore più scuro rispetto alla tradizionale pizza bianca.

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‘Pallotte cacio e ovo’ e Abruzzo ‘fantastico’

Si tratta di polpette morbide di formaggio dolce che l’uovo lega a perfezione al pane raffermo: note come la versione povera delle polpette di carne, consentivano di stuzzicare gustosamente l’appetito e l’ingegno nel tentativo di riutilizzare pane ‘vecchio’. Una volta fritte si ‘calano’ in un sughetto leggero e speziato e l’illusione di veder polpette di carne nel piatto è assicurata. Per me rappresentano la prova certa che in cucina qualunque inganno è sopportabile, se ciò che ne consegue è così appetitoso. E’ possibile conoscere questo piatto se si ha la curiosità di conoscere l’Abruzzo o semplicemente se si ha la possibilità di imbattersi in un abruzzese appassionato e nostalgico proprio come delle volte mi scopro io stessa… in quest’ultimo caso, il mio consiglio è di lasciarci raccontare.

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Semicotto al cioccolato fondente

La consistenza pressoché liquida dell’impasto e una breve cottura in forno sono le condizioni essenziali perché si possa parlare di un ‘semicotto’.  Si tratta di una tortina monoporzione morbida in superficie e con un goloso ripieno all’interno che varia a seconda dei gusti e degli abbinamenti possibili: basterà infatti lasciarsi guidare dall’immaginazione più sfrenata e irreverente per scoprire le molteplici combinazioni e, frugando nei reparti di cioccolato, confetture, creme e praline, diventa possibile realizzare semicotti dal morbido ripieno a sorpresa. Un semicotto è il goloso dessert che ci siamo concessi e che ci piace offrire a tutti quelli che vorranno festeggiare con noi un anno di ‘gamberorusso’.

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Sugo al rosmarino ed ‘epica familiare’

E’ possibile riconoscere alle salse una capacità ‘narrativa’: un condimento racconta, a suo modo, la storia dei profumi e degli aromi di una famiglia che, rimanendo fedele ai suoi ‘procedimenti’, ritrova se stessa nei sapori e nel tempo.  E così anche a me capita di ritrovarmi tra i ricordi di un’epica ‘familiare’ ogni volta che il sugo è ‘al rosmarino’.

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Marmellata di more, ciclamini e gatti raminghi…

Dentro la marmellata delle mie recenti colazioni ci sono i giorni verdi delle more selvatiche, dei ciclamini di bosco e di gatti raminghi!

Ormai una conflittualità tutta interna alla frenesia della mia settimana distingue un tempo grigio da un tempo verde. Il primo urla e stride nelle mie orecchie ogni volta che salgo su una metro affollata: qui tutto stinge e l’assenza di sguardo negli occhi della gente delle volte sbiadisce anche il mio umore. Il secondo è il tempo ‘verde’ della luce che cambia a seconda della foglia che incontra; degli orologi che si fermano; delle fughe senza corsa; dei sentieri e  dei boschi in cui io e lui amiamo perderci anche solo per un po’.

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Croque-monsieur allo speck, pomodorini confit e pesto

Croque-monsieur: si tratta di un toast caldo dorato su entrambi i lati, che solitamente si presenta farcito con grujère e prosciutto cotto; per me resta un vecchio classico con cui mia madre saziava l’appetito impellente e  fuori pasto da cui io e mio fratello venivamo assaliti di frequente. Oggi il ‘croque’ – mi piace chiamarlo familiarmente così – è tornato con prepotenza nei miei pasti da quando nuovi ritmi portano il tempo della mia giornata. Così la mattina quando riesco a organizzarmi per l’ora di pranzo, mi ritrovo a confezionare il mio spuntino preferito, con lo stesso piacere che riservo all’assaggio.

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Fichi caramellati al Marsala ed erbe aromatiche

C’è qualcosa di ‘ventoso’ in questo settembre che fa disordine nelle mie giornate: la sveglia delle sei ogni mattina; i bagni di folla in metropolitana; il ‘corri corri’ senza meta e senza fine; così il più delle volte mi ritrovo stanca e senza una soddisfazione particolare che giustifichi la mia quotidianità. In cerca di qualche ‘certezza’ oggi ho salvaguardato la mia serenità tra i  profumi di dolcezze caramellate chiudendo in faccia agli spifferi settembrini la finestra della cucina, perché non scombussolassero me e l’accordo dei miei aromi.

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