Frittelle speziate di platani

La verità è che davanti ai platani fritti, non dimostro nessun carattere, nessuna volontà. Li mangio e non resisto. O forse: i profumi, le sfumature di sapore sono entrate per qualche strana suggestione nella memoria del mio palato e anche se la ricetta non fa parte della mia storia in qualche modo mi appartiene.

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Chips aromatiche alla senape

Iole e Palmira sono i nomi delle galline che vorrei. Le chiedo in regalo ogni volta che una ricorrenza mi offre l’opportunità di esprimere un desiderio. Purtroppo l’inattuabilità delle mie richieste, almeno finché una vita di città continuerà ad avere il sopravvento su quella di campagna, mi porta a godere di regali di ‘consolazione’: quelli, cioè, che occupano il secondo posto nella lista delle mie preferenze e che variano sempre a seconda del caso o della fantasia del momento. E’ successo allora che ad ogni occasione Iole e Palmira siano sempre state temporaneamente sostituite ora da un libro di poesie, ora da un albero di ciliegie, ora da una camicetta di seta, ma anche più semplicemente da una S.Honoré, il mio dolce preferito. Eccola l’oscillazione umorale dei miei desideri in cui quest’anno si è fatta spazio anche una mandolina.

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Bucatini e ‘ciacciarìe’ croccanti

Le ciacciarìe: un modo come un altro, nella famiglia di mia madre, per indicare il condimento finale sulla porzione di pasta, prima di cominciare a mangiare. Così dopo aver distribuito la pasta nei piatti, si raschiava una padella del condimento rimasto e tutto ciò che si riusciva a recuperare erano le ciacciarìe gustose che facevano la differenza. Controllare l’istinto per la prima forchettata, se prima non si è ricevuta una buona aggiunta di ciacciarìe, è l’educazione ‘sentimentale’ a cui è stato facile e vantaggioso abituarsi a tavola. E’ ovvio! E se per mia nonna le ciacciarìe erano quasi sempre i resti di pesce o qualche vongoletta sparuta dei suoi sughetti di mare, per me le ciacciarìe possono essere anche i ‘frutti’ della terra. Cipolla rossa di Tropea e salvia fritta, speck in aggiunta, sono ad esempio le ciacciarìe croccanti dei miei bucatini campagnoli.

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Linzertorte

Quando quattro donne animate dalla stessa intenzione di nocciole e more decidono di incontrarsi, la linzertorte è la ricetta!Si tratta di una crostata austriaca con la caratteristica distintiva di una frolla a base di nocciole e confettura di frutti rossi. Ecco appunto nocciole e more, proprio quelle che io, Francesca, Barbara e Rossella volevamo raccogliere in campagna nell’unico giorno che ci vedeva libere tutte e quattro. Peccato la pioggia abbia vanificato i progetti di raccolta, così a lungo programmati! Ad ogni modo con qualche mossa preventiva e lungimirante sono riuscita ad assicurarmi che alle mie ospiti ‘speciali’ non mancasse il rifornimento proprio degli ingredienti necessari per una linzertorte!

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Macaron alle nocciole

Le nocciole di questi tempi sono sotto le foglie: mi aspettano a terra ben nascoste in attesa di una raccolta che dura ore, pomeriggi e chiacchiere infinite sotto gli alberi ancora cespugliosi. Mi capita di passare così il mio tempo più rilassante, solitario o in compagnia: impiegando per ogni nocciola raccolta il proposito di una ricetta da provare o ripetere.

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Torta di pesche, amaretti e Chardonnay

“Settembre andiamo” e io ho un piano d’attacco. Difendersi da settembre è necessario. Settembre arriva ogni anno puntuale con la sveglia delle sei, la metro delle sette e soprattutto con l’immancabile campanella delle otto. E se la sveglia e la metro annunciano l’inizio naturale e inevitabile della mia giornata, la campanella delle otto è un capitolo a parte: è un destino che si compie sempre e uguale a se stesso a partire, appunto, da settembre.

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Odysseas mangia skordalià a Cefalonia

Ricordo, prima di partire, di essermi augurata l’approdo nella terra di ‘Nessuno’. E sicuramente mi riferivo a quel ‘Odysseus’ che ha saputo fare di un viaggio senza speranze, il ritorno ad una vita originaria. E in un certo senso era quello che desideravo fortemente anch’io prima di partire.  Ma chi si aspettava di trovare un ‘Ulisse’ in carne ed ossa ad aspettarmi un’isola più in là di Itaca?

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Macaron al matcha e confettura di limone

‘Fare macarons’ non era nelle previsioni dei miei pomeriggi d’estate. Poi, la scorsa settimana, è arrivata la pioggia, la noia e la voglia di sperimentare qualcosa di assolutamente nuovo. Gli albumi, quelli c’erano già. Dal tempo in cui i clafoutis ‘chiedevano’ solo tuorli, gli albumi hanno cominciato a popolare il barattolo nel freezer, finchè con la pioggia, appunto, non è arrivato anche il loro momento e quello dei macarons.

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Cotolette di melanzane

‘Friggere l’amore’ chissà come deve essere? Me lo chiedo da quando ho ordinato un libro intitolato “Anita friggeva l’amore”. E il fatto che la protagonista scelga di ‘friggere’ l’amore, piuttosto che ‘caramellarlo’, o ‘congelarlo’ per sempre, mi piace particolarmente. ‘Stufare’ l’amore poi non avrebbe senso, mentre immagino che ‘friggere’ sia tutta un’altra cosa. Così nell’attesa di conoscere la storia di Anita e delle sue ‘fritture’ speciali, un po’ per simpatia, un po’ per gola, questa mattina ho deciso di friggere anch’io.

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Marmellata di albicocche e rosmarino

E bene, che rosmarino e albicocche fossero destinati ad un nuovo incontro nella mia cucina, l’avevo in un certo senso intuito. Non immaginavo però, che avrei sigillato le ‘promesse’ di un matrimonio ingiustamente mancato, in un barattolo di conserva. E invece, così è stato.

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Riso venere, peperoni, tabasco, limoni confit

Giorni fa Ester mi ha regalato due peperoni: uno rosso e uno giallo, belli, carnosi e succosi come piacciono a me. La domanda preventiva, prima di infilarli nel sacchetto della mia spesa è stata: “Li digerisci crudi?”. E io per non essere fraintesa: “BE-NI-SSI-MO” – le ho risposto. E semplicemente sillabando mi sono aggiudicata due peperoni. [continua la lettura…]

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Clafoutis di albicocche, mandorle e rosmarino

Il clafoutis vive nella mia curiosità da molto tempo. Forse troppo. Ecco perché nel momento in cui mi sono ritrovata davanti la ricetta del ‘Cavoletto’ non ho potuto più resistere. Ho ‘dovuto’ farlo! Soprattutto nel momento in cui, una serie di ‘congiunzioni’ casuali hanno determinato la presenza di tutti gli ingredienti già a mia disposizione. E poi una confessione: il rosmarino in infusione nel latte, ma quanto può essere poetico?

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