Grissini al Tahini con semi di sesamo e nigella

Grissini al Tahini con semi di sesamo e nigella

“La tahini se conserv(e?) dans le frigofere da longe tempe” mi ha assicurato Zachino.

E’ incredibile: questa volta avrei giurato di aver colto una ‘tendenza al francese’ nelle contaminazioni linguistiche del mio fidato venditore di spezie, quando, solo un mese fa, ero sicura di aver sentito un’inflessione decisamente tedesca.

Non posso fare a meno di chiedermi se la questione sia già diventata di competenza dello sceriffo! Ma ad ogni modo io e Zachino ci conosciamo già da un po’: lui è il proprietario del negozietto ebraico, quello che tempo fa mi ha intimato di chiamare il sesamo nero, nigella! Dovesse veramente portare male fare un uso improprio dell’aggettivo ‘nero’: “che non è mai una bella cosa, una cosa nera…” ha ribadito con l’indice alzato e la solennità di un profeta.

Profezie a parte, la verità è che entrare nel suo negozio per me è sempre l’occasione di spezzare il ritmo del mio passo veloce verso casa: una piccola pausa che mi concedo anche senza pretese d’acquisto. Così in genere mi capita di suonare al campanello del suo negozio e di assistere ad una scena  che si ripete identica ogni volta: lui di là dal vetro mi guarda, aggrotta le sopracciglia in un’espressione di forte concentrazione e, pur salutandomi, non mi riconosce. Mai!

E in effetti quando oltrepasso la sua soglia, ho la sensazione di non riconoscerlo neanche io: ogni volta mi accoglie con un accento diverso, e allora penso a chissà quanti ‘personaggi’ moltiplicati di me e di lui si sono già fermati a chiacchierare amabilmente davanti al suo bancone e che non si rivedranno mai più, perché con lui ogni incontro è unico e tanto il prossimo incontro sarà già un nuovo incontro: io sarò una copia difforme da quella che ero l’ultima volta e lui già parlerà una nuova lingua.

E comunque, forse colpa di quell’accento falsamente francese, questa volta il caro Zachino mi ha convinta poco, sulla conservabilità della tahini in ‘frigofere’ una volta aperto il barattolo. Ecco allora perché mi sono messa alla ricerca di una ricetta che mi aiutasse a sperimentarne la versatilità, per farne decisamente un buon uso. Allora approfittando dell’affluenza di amici che in questi giorni si riversano in casa Russo, per assistere il marito ‘convalescente’ ho pensato a dei grissini con sesamo e nigella: qualcosa di sfizioso e informale da servire insieme ad una birra o un buon vino, possibilmente bianco, per ingannare un po’ di tempo in piacevole compagnia. Io per l’occasione ho studiato una salsina piccante mescolando uno yogurt naturale con della senape in polvere e un po’ di sale, perfetta a contrastare il sapore dolce e tostato dei grissini. Insomma da provare: per tutti gli sperimentatori curiosi di tahini o per quelli che hanno necessità di farne un uso ‘razionale’ antispreco.

Grissini al Tahini con semi di sesamo e nigella

Ricetta Grissini al Tahini ai semi di sesamo e nigella tratta da La cucina di Vefa

Ingredienti (dose per 40 grissini): 450 gr di farina 0 + un po’ per la spianatoia; ½ cucchiaino di sale (io, quello integrale) 1 ½ cucchiaino di lievito di birra secco; 1 cucchiaino di bicarbonato di sodio; 250 ml di acqua tiepida; 4 cucchiai di tahini; 4 cucchiai di miele; 2 cucchiai di olio di semi di mais; semi di sesamo e nigella qb.

Procedimento: setacciare la farina in una ciotola, aggiungere bicarbonato e sale. Sciogliere il lievito nell’acqua, unire mescolando la tahini, l’olio e il miele. A questo punto unire gli ingredienti secchi a quelli liquidi e impastare fino ad ottenere un impasto omogeneo. Se il risultato sarà troppo appiccicoso, lavorare su una spianatoia aggiungendo della farina e fare qualche giro di pieghe. Lasciar lievitare per 1h 30’ finché l’impasto non sarà raddoppiato.

Preriscaldare il forno a 180° C. Nel frattempo stendere l’impasto sulla spianatoia spolverata con semi di nigella e di sesamo. Tagliare l’impasto a strisce di almeno 1 cm e arrotarle a spirale. Posizionare i grissini distanziati su placche rivestite con carta da forno. Infornare per 40’ non appena risulteranno dorati.

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15 Comments
  • Marta e Mimma

    marzo 15, 2015 at 11:25 pm Rispondi

    Cara Laura, io dovrei andare a letto ma tu riesci sempre ad incantarmi e tenermi attaccata allo schermo con le tue parole!
    Mi piace l’idea di nuovi sorprendenti incontri con il tuo spacciatore di spezie (e sì, sono sicura che lo sceriffo sappia). Ed è buffo e divertente pensare alle sue mille sfumature e ai mille differenti accenti, che forse sia proprio il suo obiettivo, quello di farti evadere dalla tua tranquillità quotidiana? 🙂 Però il tahini, posso assicurarlo, si mantiene bene in frigorifero. E te lo dice una consumatrice seriale di burri di frutta secca. Credo tuttavia che svuotare barattoli già aperti non faccia mai male, e siccome io ce l’ho da un po’, un vasetto di tahini aperto in frigorifero, e siccome preferisco non correre rischi, credo mi dedicherò anche io a questi grissini. Devo solo fare rifornimento di semi di sesamo nero…volevo dire, semi di nigella!
    Marta

  • Paola

    marzo 16, 2015 at 7:26 am Rispondi

    Come mi avessi letta nel pensiero, ho sia la tahine che giace in frigo dopo averla abbondantemente aggiunta al mio hummus, sia semi di nigella, acquistati senza manco sapere come usarli “tanto prima o poi o scoprirò”… e quel momento è arrivato 🙂 E fa nulla se Zechino dice che la tahini si conserva per tanto tempo in frigo. Io ci provo a farli. Anzi, magari se li porti a Zechino, cambia idea e per avere altri grissini, ti dirà che la tahini al massimo si conserva in frigo per mezzora 😉

  • Virginia

    marzo 16, 2015 at 8:37 am Rispondi

    Magari l’accento di Zachino cambia a seconda degli ingredienti che vende e dalle influenze del loro paese d’origine! Forse non lo sapremo mai, ma penso che sia allo stesso tempo spiazzante e divertente 🙂 e chissà come ti vede nella sua mente, ogni volta una signora diversa! Vorrei che il mio negozio di spezie fosse più vicino a casa per concedermi uno stop ogni tanto. I grissini sono una di quelle cose che sgranocchierei ad ogni ora del giorno e con sesamo e tahina mi piacciono ancor di più 🙂 Con Vefa ormai ho un conto in sospeso, ma la prossima volta che vado in libreria ne adotto una copia, è deciso! Un bacio grande!

  • Laura

    marzo 16, 2015 at 4:07 pm Rispondi

    Mimma e Marta
    Marta cara, anch’io ho letto tardi il tuo messaggio e mi ha mandato nel mondo dei sogni con un gran sorriso dipinto sulla faccia 😀 Mi piace la tua interpretazione della variabilità degli accenti di Zachino per ingannare la mia ordinaria quotidianità, se veramente fosse così lui diventerebbe a pieno titolo un meraviglioso personaggio letterario… ma in effetti si merita già di esserlo per il suo estroso plurilinguismo maccheronico 🙂 Grazie per la tua preziosa informazione che mi ha tolto ansie da tahini nel ‘frigofere’ 😉 ciao bella!

    Paola
    Veramente che bello quando la ricetta giusta arriva nel momento giusto!Io intanto seguirò il tuo consiglio e proverò a verificare se con offerte di grissini Zachino mi riconosce!;-)

    Virginia
    Bhè anche la tua tesi mi piace: interessante cambiare accenti in base agli ingredienti e molto probabilmente cambia anche il mio personaggio in base al prodotto che acquisto!:-D Quanto a Vefa, mi ricordo dal tempo dei peperoni ripieni la tua tentazione verso l’acquisto, che io caldeggio fortemente. Scoprirò se ti sarai concessa questo premio alla tua prima ricetta dai sapori ellenici!un bacio cara Virginia!:-D

  • alessia mirabella

    marzo 16, 2015 at 4:22 pm Rispondi

    Chissà, magari ti legge e si diverte a inventare un nuovo scenario ogni volta, cosciente del fatto che ne parlerai, consapevole del fatto che ci siamo affezionati a questi vostri incontri… Magari replica anche le tue ricette per poter associare un sapore alla scena vissuta, pensi sia possibile?
    Favolosi questi grissini, un bacio grande, A.

  • Gelmina

    marzo 16, 2015 at 4:48 pm Rispondi

    Mah, guarda caso ho il tahini manco ancora aperto.. i semi di nigella, scoperti dal libro di Yotam e disperatamente cercati.. che poi ho capito che non ha niente con sezamo nero, quello avevo acquistato tempo fa in un negozio orientale ed era un’altra cosa.. nigella sa un pò di erba cipollina.. non lo so mi da questa impressione.
    E sai.. qualcosa da sgranochiare non sarà mai abbastanza.. mi sa che mi conviene prendere subito la direzione “cucina” e impastare 😀
    Comunque stai crescendo con le foto con i passi da gigante! brava brava!

    Buona settimana! 🙂

  • Laura

    marzo 16, 2015 at 7:08 pm Rispondi

    Alessia
    bhè in effetti io vedo strano lui, ma se sapesse che io me ne vado in giro con l’identità di un ‘gambero russo’, avrebbe ragione a non fidarsi, a pensar bene di depistarmi 😀 Anche la tua interpretazione mi piace molto: mi piace che ogni scena abbia il suo ‘sapore-significato’ speciale!Penso di si, è possibile!Un bacio grande anche te!

    Gelmina
    Cara Gelmina, anch’io penso che i semi di nigella non abbiano molto del sesamo nero…(ops ho detto ‘nero!) io si ho assaporati tra i denti e sono sicura di aver sentito l’amaro pungente di un a bacca di pepe nero… che dici è possibile?Quanto a sgranocchiare come condizione dell’esistenza, io credo sia ideale e più gustoso di una semplice abbuffata 🙂
    Mi fa piacere ti piacciano le foto, io sono così ipercritica verso me stessa che non mi sento mai pienamente soddisfatta, meno male i vostri commenti!Un abbraccio!

  • Francesca

    marzo 16, 2015 at 8:34 pm Rispondi

    Ma come non ti riconosce?!? Strano, fossi stata io mi avrebbe riconosciuta perché chiacchiero chiacchiero chiacchiero sempre. E se prendo in simpatia un luogo, un negozio o un commerciante è la fine. Anzichè un negozio diventa un salotto! Nell’alimentari dove vado di solito ormai chiacchiero di qualsiasi cosa…ma mi sa che la ragazza del figlio della proprietaria, che anche lui lavora li fisso, non mi abbia in simpatia. Le clienti più anziane che si servono li ormai da anni appena hanno visto una faccia nuova (la mia) presentarsi una, due, tre volte e chiacchierare una, due, tre volte hanno pensato bene di tirare qualche frecciatina al quel bravo figliolo. Anche in mia presenza (le risate!). Che poi parlavamo di cioccolato e formaggi di Pienza. Ma si vede che qualche battuta è arrivata anche a quella brava figliola della su ragazza…che dire, a me si rifiuta di tagliare l’arista! Ma ce ne sarebbero di storie. Va beh, non so perché ho scritto questo lungo commento…ma ormai è andata.
    Questi amici che vengono a trovare il sig. Russo hanno un trattamento di tutto rispetto. Grissini e salsina” top” (che qui dalle mie parti è come dire superfiga) accompagnati da una birra…cioè, Laura, è una grande idea!
    E questa Nigella…no via, la devo trovare!!

  • Sara e Laura Pancetta Bistrot

    marzo 16, 2015 at 8:49 pm Rispondi

    Laura ma questa scena è incantevole e ci fa pensare proprio a quei film francesi dove regnano situazioni surreali rese con l’ironia più delicata! E tu hai dipinto il tutto in modo davvero affascinante, compresi questi grissini che sembrano usciti da una rivista, sono così eleganti e irresistibili che ci stavamo chiedendo se potessimo passare anche noi giusto per un saluto…^ ^

  • Laura

    marzo 16, 2015 at 9:38 pm Rispondi

    Francesca
    Giuro!proprio così non mi riconosce!ma senti un po’: ma com’è ‘sto figliolo con cui parli di formaggi e cioccolato!;-) sulla chiacchiera cara mia ti comprendo perfettamente perché anch’io rischio di fossilizzarmi in un posto se comincio a chiacchierare, ti immagini andare a fare la spesa insieme!L’immobilità del signor russo mi sta mettendo a dura prova, ma devo dire che la ‘reazione’ in cucina porta buoni frutti 😀 Per la nigella mi organizzo per fartene avere una confezione 😉

  • Laura

    marzo 16, 2015 at 10:04 pm Rispondi

    Sara e Laura
    Bene ragazze noi vi aspettiamo con gran piacere 🙂 ma voi per me portereste un po’ di quei crackers con i semi?Vi prego, vi prego!!!;-)

  • margherita@lapetitecasserole

    marzo 17, 2015 at 5:28 am Rispondi

    ” Questi grissini s’hanno da fare! “. Io conservo la tahini nella dispensa e non nel ‘frigofere’ … non so cosa penserebbe Zachino. E lo sceriffo? Non gli avrai mica detto che usi ingredienti strani come la tahini? potrebbe non riaversi più! Bellissime queste foto Laura… ma come fai???

  • Chiara

    marzo 17, 2015 at 8:05 am Rispondi

    Mi hai fatto ricordare che anche io ho un barattolone di tahina in frigo ma ormai sarà da buttare…. 🙁 peccato perché avrei potuto farci questi splendidi grissini!!
    Come stai Laura? È da un po’ che non ti sento…un abbraccio

  • Sara e Laura Pancetta Bistrot

    marzo 17, 2015 at 11:22 am Rispondi

    Ma certo Laura, stiamo preparando un’infornata proprio per te!! BAciiiii e buona giornata

  • Laura

    marzo 17, 2015 at 3:18 pm Rispondi

    Margherita
    ma lo sai che io me lo ricordavo che conservavi la tahini in dispensa?ma non lo dirò a Zachino, tranquilla!;-) Se lo sceriffo si facesse un giro nella mia dispensa mi denuncerebbe per ‘traffici sospetti’, ma potrei metterlo alla prova e sicuramente tutto si trasformerebbe in una bella storia da raccontare 😀 Quanto alle foto, pensa che queste sono state rubate ad una giornata piovosa e così scarsa di luce, ma allo stesso tempo mi son detta di scattare lo stesso perché nel mucchio di foto qualcosa di buono ne avrei tirato fuori: ora non so se è questo il caso, ma tentar non nuoce 😉 un bacio!

    Chiara
    Chiara!Hai ragione, ma la colpa è mia sono stata così latitante in questo ultimo periodo che mi sono persa anche la notizia bella della tua pancia!Però mi raccomando, manteniamo in piedi quella bella tradizione di un anno fa appena nasce ci sentiamo!E tra l’altro si sta avvicinando il compleanno di Marta e Pietro se non sbaglio, ti ricordi?:-)

    Sara e Laura
    Bene bene, la birra è in frigo!;-)

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