Il succo della questione

Il succo della questione

Per mia madre, una donna dopo i quaranta dovrebbe trovare sollievo in poche certezze, ma assolutamente improrogabili: un nutrizionista, un osteopata e un buon analista.

Ecco questo è ‘il succo della questione’.

Il succo della questioneIl succo della questioneIl succo della questione

Sono anni che tenta di darmi a bere il succo delle sue questioni più disparate, ma in effetti questo è il trittico più aggiornato da quando la sua unica figlia femmina, e cioè io, è entrata a pieno titolo negli ‘anta’.

E siccome ci sono entrata con due soli capelli bianchi:

“Passi per un buon parrucchiere, ma almeno al resto vuoi cominciare a pensarci?”

E aggiunge con la solennità di una sacerdotessa: “Quanto meno, per non correre ai ripari quando sarà troppo tardi”.

Ecco, mia madre è una ‘sacerdotessa’ mancata: una specie di ‘vicepapa’, come la chiama mio padre, perché solo lei ha la ‘dote’, quando parla, di far accapponare la pelle anche ai ‘beati di spirito’.

Fortunatamente questa cosa del ‘correre ai ripari’ non mi ha mai toccato abbastanza, e oggi più di ieri, soprattutto da quando corro abitualmente dietro l’87 e la metro B è diventata addirittura un ‘nostalgico’ ricordo.

Che se poi si passa tutto il giorno a correre sui san pietrini romani facendo lo slalom tra i fori imperiali e i giapponesi perenni, le taglie si perdono anche senza nutrizionista.

Lo sa bene la mia nuova collega Giusy, ginnasta provetta, che non crede alle sue orecchie quando le dico di perdere chili semplicemente per strada.

E penso allora di poter fare a meno anche dell’analista: che io ho sempre preferito raccontare scrivendo, che parlare a pagamento e per di più ad un estraneo, mi imbarazza.

E infatti: “Ma non è meglio un caro amico?”

Ma forse no. Che mia madre, la sacerdotessa, dice sempre che “ci vuole la giusta distanza, emotiva e professionale”

“E allora che fine hanno fatto i preti?” Mi chiedo io.

Io ad esempio ho sempre raccontato i fatti miei al prete del mio paese, Don Antonio. Lui, conosceva veramente i fatti di tutti e le risposte ce le aveva sempre, anche se non era molto distante, che spesso le favoriva direttamente durante la predica della messa delle 10.30, come si dice in latino ‘ad personam’.

Ma quello è in effetti un tempo remoto in cui frequentavo la Chiesa più per amore del suo organista che per fede religiosa, quindi la ‘giusta distanza’ non ce l’avevo neanche io per cogliere a volo le dritte celesti di Don Antonio.

L’osteopata, invece, mi incuriosisce abbastanza. Di questi tempi va molto di moda averne uno nel momento del bisogno. Nel mio quartiere è una figura di cui si sente molto parlare quasi quanto l’addestratore di cani.

Io una volta ne ho conosciuto uno, di addestratore di cani. Mi ha detto che non poteva fare la diagnosi della personalità del mio cane perché non c’avevo la foto dei suoi genitori.

Mi ha sfilato 80 euro e se ne andato con tutti i suoi fischietti e richiami professionali che solo i cani capiscono.

Ad ogni modo un osteopata, ci vuole: mi piacerebbe trovarne uno per fare il punto della situazione. Uno di quelli capace di fare la mappatura dei miei acciacchi, ricordandomi che per ognuno ne è valsa la pena. Ecco questo sarebbe il ‘succo dell’unica questione’ che più di tutte mi piace. Quanto a me, dopo i quaranta, ho trovato un gran sollievo in poche certezze, ma assolutamente improrogabili: bieta, pere e limoni.

Ecco questo è ‘il succo della questione’.

IL succo della questioneIL succo della questioneIl succo della questione

Ricetta estratto verde (Bieta, pere e limone)

Il succo della questione

Ingredienti (dose per due persone): 

  • 2 limoni
  • 5 foglie grandi di bieta
  • 2 pere dolci verdi
  • 2 cucchiaini di sciroppo alla menta

Procedimento:

  • Pelare a vivo i limoni
  • Sbucciare le pere, privandole dei semi
  • lavare la bieta
  • Inserire tutti gli ingredienti nell’estrattore di succo
  • Dolcificare, se necessario, con lo sciroppo alla menta
  • Mescolare bene e servire.

Il succo della questione

Altre ricette che potrebbero interessarti

19 Comments
  • Antonella Scorrano

    ottobre 16, 2016 at 5:12 pm Rispondi

    Viva il succo della questione!!!!!!!!! Che foto ! Le strade che portano a casa così ben immortalate, sono belle anche quanto piove. Grazie perché ci proponi sempre piacevoli…….intrugli unici. Baci baci

    • Laura

      ottobre 16, 2016 at 6:33 pm Rispondi

      E bhè se me lo dici tu che ti piace!:-D

  • Ulica

    ottobre 16, 2016 at 5:55 pm Rispondi

    Mentre leggo rido, ma ti capisco!:)
    E ti invidio un po’ per la tua ironia, quella che, penso, ti aiuta ad andare avanti. Perché dopo i quaranta, è questo il succo della questione, è prendere la vita con tanta ironia, altrimenti si va a trovare il nutrizionista, l’osteopata e l’analista… chissà cos’altro poi.. ognuna/o ha il proprio parere.
    Poi penso, pero’, che non ti invidio per le corse sui sassi romani, ma anche in questo caso i tuoi racconti finiscono in una grande risata. :))
    Io ti vedo sulle strade della capitale con i capelli al vento, vestita di jeans e un grande sorriso, e nemmeno una ragazza di venti non riesce ad essere cosi’ solare come te. :)))
    Un stragrandissmo abbraccio,
    Ulica :))

    • Laura

      ottobre 16, 2016 at 6:31 pm Rispondi

      Ulica, amica mia!
      Quanto mi piace sapere che cogli esattamente il mio spirito anche quando questo sfugge alla sottoscritta 🙂 Sai io non ero abituata a correre tanto e se proprio devo, preferisco farlo sulle foglie morbide delle strade di campagna rispetto ai san pietrini scivolosi della capitale. Ma lo sai che mi sto ‘giapponesizando’? Secondo me è una questione di somiglianza e assidua frequentazione nelle strade della città, fatto sta che quando vado a lavoro con il caro marito, se finisco dentro uno di quei folti gruppi con gli occhi a mandorla Lui mi perde di vista e dice di non riconoscermi 🙂 Ad ogni modo si, finché posso ho deciso di scegliere un trittico alternativo: la buona tavola, un buon amico e tanta ironia… ecco il succo della questione!Ti abbraccio forte forte!

  • Francesco

    ottobre 16, 2016 at 6:06 pm Rispondi

    Io non so come parli, credo benissimo, ma la tua scrittura è davvero intrigante ed usi un’ affabulazione coinvolgente e che, fin dall’inizio si fa leggere con piacere e con partecipazione. Sei una narratrice nata, secondo me ognuno di questi tuoi incipit, potrebbe essere un capitolo di libro.
    Perché non provi a raggrupparli e pubblicarli??
    La lettura è scorrevole e molto gradevole ed interessante.
    Le foto poi fungono da stupendo contorno alle tue parole ed il tutto conferisce al post un’unicità originalissima ed una singolarità fortemente innovativa.
    La tua preparazione infine è da provare, anch’essa, letta da me per la prima volta, contribuisce ad ingigantire la tua genuinità.

    • Laura

      ottobre 16, 2016 at 6:56 pm Rispondi

      Francesco, wow!Grazie mille e soprattutto benvenuto!:-) Mi hai fatto arrossire e gongolare un bel po’. I tuoi complimenti mi sono piaciuti tanto e mi sento molto sfacciata a dirlo così, apertamente 🙂 Mi piacerebbe tanto raggruppare tutta me stessa e ritrovarmi altrove e magari sulla carta stampata: penso che saltare di pagina in pagina sarebbe un’attività ginnica più gratificante dell’attuale sali e scendi dagli autobus romani 🙂 Per queste cose però sono una donna d’altri tempi e per il momento sono in attesa del coraggio giusto a propormi a qualcuno, chissà che un editore prima o poi non mostri interesse… io intimamente lo spero! 🙂 Io in ogni caso con gran piacere prendo e porto a casa il tuo bel commento che è un ottimo stimolo a continuare così!Grazie ancora e a presto!:-)

  • Elvira Zilli

    ottobre 16, 2016 at 8:31 pm Rispondi

    Sei speciale.

    • Laura

      ottobre 17, 2016 at 5:47 pm Rispondi

      Oh Elvira ma devi credermi se ti dico, che è la stessa cosa che io penso di te: ci sono tante cose che ‘passano’ dal modo in cui si gestisce un blog e io penso che tu sia unica e autentica esattamente come lo è il modo in cui i tuoi piatti nascono dalla tua cucina e dai tuoi viaggi!Ti penso spesso da quando lavoro vicina vicina a quel ‘negozietto’ nostro di matterelli da chapati!;-)

  • Antonella Scorrano

    ottobre 16, 2016 at 8:48 pm Rispondi

    Ho letto il messaggio che dopo di me ti ha scritto Francesco, ecco voglio associarmi a lui concordando su ogni parola, virgola, interspazio che ha scritto. Quello che ha detto lui è esattamente quello che pensò di te, ma io non avrei saputo scriverlo meglio di lui. Ciao Francesco.!

  • Francesca

    ottobre 17, 2016 at 9:37 am Rispondi

    Ogni mamma è un po’ sacerdotessa dentro, soprattutto nei confronti delle figlie. Quando ci si mette d’impegno la Brigida mi fa salire l’ansia! Credimi! 😀 A questo punto io DEVO conoscere tua madre! E farle i complimenti per sua figlia. Secondo te come potrebbe rispondermi?
    Per quel che mi riguarda io lascerei l’analista da parte, con me non attacca, faccio sempre come mi pare. Preferisco la cucina e le chiacchiere, le nostre chiacchiere. Forse neanche il nutrizionista avrebbe la meglio su di me! L’osteopata lo devo ancora provare, ma posso immaginare lo sguardo perplesso del mio affezionatissimo medico curante!
    Comunque sono d’accordo con Francesco, non sai quante volte ho pensato a quanto sarebbe bello racchiudere tutti i tuoi racconti in un libro. Dietro ogni tua ricetta c’è una storia, un aneddoto. Ogni tuo post è bello da vedere, leggere e assaggiare. Quindi io mi aspetto che prima o poi mi ritroverò un pezzetto di Gambero Russo sulla mia libreria.
    Un bacione

    • Laura

      ottobre 17, 2016 at 5:53 pm Rispondi

      Attenta Francesca mia, che mia madre, la sacerdotessa, è in agguato sempre anche qui spesso transita sotto le mentite spoglie del suo nome da ‘signorina’ 🙂 Se tu dici così apertamente di volerla conoscere, lei potrebbe cominciare a transitare anche da te e a pedinarti su tutti gli altri social correlati! Quanto a Brigida sappi che i suoi biscottini sono stati centellinati a fine pasto e proprio poco fa le ultime briciole di castagnaccio sono state nascoste dalla sottoscritta in fondo alla dispensa per goderne in modo esclusivo!:-) Magari Francesca, magari ritrovarmi dentro un libro quanto meno per fuggire una volta per tutte da questa quotidianità caotica!:-) Ti abbraccio!

  • Melania

    ottobre 17, 2016 at 2:08 pm Rispondi

    “Il succo della questione”è un succo che anch’io vorrei provare mia cara Laura. E non perché come asserisce mamma ” è meglio correre ai ripari, prima che sia troppo tardi” ma giusto perché sa di buono, e mi piace vestito di un colore così sgargiante.
    Detto ciò, qualche giorno fa correvo anch’io dietro la metro B ed è stata una fatica immensa. Ti ho pensata, sai?
    Ti ho immaginata dietro tutte le tue stramberie. Ho mosso un leggero sorriso. E mi son detta che quelle stramberie hanno quel suono dolce perché a raccontarle sei tu.
    A presto Laura.

    • Laura

      ottobre 17, 2016 at 6:01 pm Rispondi

      Oh Melania ma come io ti immaginavo immersa nella pace del paesaggio della Sicilia e invece tu vieni a Roma per correre dietro la metro B?Ma se così fosse l’unica cosa piacevole sarebbe quella di poterti incrociare e fare la tua conoscenza!Quando viaggiavo sulla metro B, avevo cominciato a sentirmi uno zombi, perchè la mia fascia orario di viaggio era quella dei ‘dormienti’ così mi sentivo anche io così, una specie di morto vivente. Oggi invece nelle strade del centro mi sento più una turista perenne, in perenne movimento… quando attraverso i fori penso che la mia prossima ambizione potrebbe essere quella di cominciare a sentirmi come i gatti di Largo Argentina: romoletti senza tempo che dormono su capitelli corinzi senza saperlo… mica male!

  • Virginia

    ottobre 17, 2016 at 11:11 pm Rispondi

    Immagino la tua mamma sacerdotessa scandire le profezie con un tono solenne e la voce sicura e sorrido perchè penso che tutte le mamme, prima o poi, vestono una tunica 😀 Non si sa come ne’ perchè, ma le mamme sanno sempre qualcosa in più di noi! Non so se hai bisogno di un nutrizionista, di un osteopata e di un analista ma da quello che ho capito leggendoti è che la soglia degli “anta” per te è solo una formalità. Ti immagino ben mimetizzata tra i tuoi studenti, con l’aria da ragazzina e un sorriso smagliante sul volto 🙂
    Berrei molto volentieri il succo di questa questione, limonoso al punto da farmi bere anche il secondo bicchiere 😉
    Un bacione!

    • Laura

      ottobre 18, 2016 at 5:36 pm Rispondi

      Virginia bella, in effetti loro i miei studenti mi vedono proprio come mi immagini tu, dicono loro… 🙂 In realtà la verità è che il mio ‘profondo senso della tragedia’ per ogni aspetto della quotidianità più pratica, mi rende così comica, ma così comica che alla fine tutto finisce in ‘commedia’ 😀
      Ridiamo e beviamoci su… il succo della questione!;-) Ti abbraccio!

  • Alice

    ottobre 19, 2016 at 3:51 am Rispondi

    Come ti leggo di gusto.
    Il succo della questione è tutto qui 🙂
    Ti abbraccio cara Laura!

    • Laura

      ottobre 19, 2016 at 7:09 am Rispondi

      Alice e sapessi come io ti penso di gusto e soprattutto continuamente!
      Mi piacerebbe tanto rivederti presto e se tu passassi da queste parti
      non solo saresti mia ospite graditissima ma soprattutto ci asterremmo solennemente dall’87! 😉
      Ti abbraccio!:-)

      • Alice

        ottobre 19, 2016 at 9:48 pm Rispondi

        Spero di poter venire davvero prima o poi…ma non voglio sentir parlare di bus e tram: li evito accuratamente ogni volta che posso. Invece vorrei sentire il rumore delle foglie secche sotto ai piedi, e il silenzio della campagna 🙂
        Un altro abbraccio!

        • Laura

          ottobre 20, 2016 at 2:58 pm Rispondi

          Bene, tu sai che questo si può fare in qualunque momento 🙂 e io potrei indicarti ogni albero, ogni cancello, ogni foglia che sono diventati protagonisti, senza saperlo, di questo spazio 😉 Un bacio grande!

Post a Comment