Effetto Semiramide

Effetto Semiramide

Mi è capitato di leggere da qualche parte della straordinaria bellezza di Semiramide, tale da sedare un popolo in rivolta con la sola apparizione in pubblico del suo corpo, coi capelli sciolti sulle spalle e seminuda.

Icona della passione per la bellezza e della sua contemplazione, Semiramide vive tra noi più di quanto immaginiamo, ma se uno volesse sapere dove dimora proprio in questo momento, io gli indicherei la strada traversa che porta al bar degli agricoltori dalla palombarese, accanto all’agrizoo.

Effetto SemiramideEcco il bar degli agricoltori uno di quei luoghi in cui una donna pur senza essere seminuda, purché donna, può generare un silenzio contemplativo al suo solo ingresso e ispirare una curiosità senza eguali al primo proferir di parola anche se le parole in questione sono: “Una ciambella, per favore”.

E “Una ciambella, per favore!” – chiedo anche io tutte le mattine, avendo l’onore di sentirmi una Semiramide fuori tempo, nonostante i pantaloni da odalisca e quello che mia madre chiama “abbrutimento da campagna della gentil persona”.

Poca cosa chiedere una ciambella e avere in cambio tutta questa attenzione, ma in campagna questo è possibile soprattutto se l’ora è quella in cui, per primi e insieme ai galli, si svegliano i contadini, per anticipare il lavoro nei campi prima che il sole si alzi.

Fatto sta che la campagna mette fame anche a me, che anche io mi sveglio insieme ai galli e c’ho i miei orticelli da innaffiare prima che il sole si alzi.

Effetto Semiramide

Ho notato però che l’effetto Semiramide funziona anche altrove e anche se le parole pronunciate sono altre, come l’altro giorno quando sono entrata nello smorzo del paese e ho chiesto: “Un sacco di calce, per favore”. Anche qui, esattamente come di là, qualcosa è successo e nonostante i pantaloni da odalisca e “l’abbrutimento della gentil persona che, secondo mia madre, mi fu tolta e il modo ancora la offende”, l’effetto Semiramide si è ripetuto con una forza così atavica da lasciare i presenti interdetti più di quando non rimanessero i droghieri di tutta Roma alla domanda: “Scusi lei, ha la fava tonka?”

Ecco lo smorzo, un altro universo maschile in cui una donna pare non debba mai entrare e se poi questa appare e compra pure della calce quasi chiede troppo, quasi si trovasse nel luogo meno indicato a fare la sua richiesta.

Fatto sta che la campagna oltre a farmi mangiare ciambelle con i contadini di zona, rende operosa anche me, che anche io c’ho i mie lavoretti da fare prima che il sole si alzi.

Effetto Semiramide

E siccome io a fare Semiramide ci ho preso un certo gusto: “50 Kg di terra, per favore!” ho chiesto l’altro giorno all’agrizoo accanto al bar degli agricoltori sulla strada traversa della palombarese. E grazie all’effetto sperato ecco che tutti gli omoni prima di me alla cassa si sono traformati in servili valletti e la macchina si è caricata praticamente da sola mentre io, in quel momento ho capito una cosa.

Forse ciò che ha fatto di Semiramide, Semiramide in persona, non era bellezza, quanto piuttosto una certa sfrontatezza nell’apparire inaspettata in luoghi, apparentemente preclusi “alla sua gentil persona”.

E se è questo l’abbrutimento di cui parla mia madre, prima o poi dovrò parlarle di Semiramide e del ‘suo effetto’ conciliante a dispetto dei pantaloni di odalisca e di una ciambella fritta a colazione tutte le mattine, che quelle del bar degli agricoltori sulla strada traversa dalla palombarese, accanto all’agrizoo, sono buonissime!

La ricetta delle chips di pere in insalata è figlia di questa storia e di questi ultimi giorni di campagna, che se non fosse stato per Semiramide e per sei giovani rampanti che mi hanno aiutato a caricare 50 kg di terra in macchina un orto rialzato dove coltivare la mia misticanza preferita non ci sarebbe stato.coppia 3Effetto Semiramide

Effetto Semiramide

Effetto SemiramideAnche se tra le insalatine dell’orto e le chips di pere sono nate prima queste ultime e in particolare nel giorno in cui un essiccatore si è presentato alla mia porta. Che ad essiccare qualcosa ci avevo già provato con il forno alla bassa temperatura di 60°C, mentre fuori il termostato ne segnava 40°C.

E quel giorno ero così felice di essiccare per la prima volta qualcosa, e nello specifico si trattava di albicocche, che non mi sono accorta che nel frattempo essiccavano in casa anche le gatte, il cane e il marito tutti in un colpo solo.

Deve essere stato per questo che puntuale nel giorno del mio compleanno un essiccatore alto come un condominio di sei piani si è presentato alla mia porta. Deve essersi trattato del regalo condiviso da parte dei sopravvissuti presenti in casa il giorno della strage di albicocche.

Così mentre oggi le pere si essiccano senza lasciare strascichi sull’incolumità dei presenti in casa io condisco insalate con erbe e spezie dell’orto e se ho voglia di aromatizzarle con qualcosa di croccante aggiungo noci e pere essiccate per un effetto chips.

Effetto Semiramide

Effetto SemiramideEffetto Semiramide

Ora a chi dovesse chiedermi di cosa si tratta esattamente, io direi che è l’insalata di Semiramide, che senza di lei certo non ci sarebbe stata, ma se qualcuno invece volesse semplicemente sapere dove dimora Semiramide in persona in questo momento, io gli indicherei la strada traversa dove la bellezza non è sempre un’opinione pubblica ma la deriva della più irresistibile quotidianità.

IMG_6453Ricetta Chips di pere essiccate 

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Ingredienti:

  • pere non trattate qb

Procedimento: 

  • lavare le pere e asciugarle
  • affettarle con tutta la buccia nel senso della lunghezza in fettine sottili
  • disporle nei piani dell’essiccatore e lasciarle essiccare per 12h
  • Se invece si preferisce usare il forno, regolare la temperatura a 60° C lasciando lo sportello del forno semiaperto.
  • Lasciar essiccare per 3 ore e se fosse necessario altre tre ore il giorno seguente.

Effetto SemiramideEffetto Semiramide

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14 Comments
  • Virginia

    luglio 17, 2016 at 10:47 am Rispondi

    Mi sono sentita come Semiramide anche io quando sono entrata in uno di quei negozi di bricolage popolati esclusivamente da uomini. Ero alla ricerca di un po’ di cose per creare nuovi sfondi per le mie foto e il mio passeggiare con aria curiosa tra gli scaffali ha destato non poca perplessità. Più volte sono venuti a chiedermi se avevo bisogno di aiuto, ma il mio orgoglio (testardaggine) ha sempre avuto la meglio: volevo trovare tutto da sola! Al contraroio, penso a quando gli uomini entrano nei negozi di intimo, con l’aria sperduta di una creatura appena piovuta da Marte, e non posso non ridere!
    Ho usato l’essiccatore solo una volta, per creare delle decorazioni natalizie, ma la sua lentezza mi ha sempre allontanata da quell’enorme aggeggio… Però le chips di frutta mi piacciono moltissimo e non avevo mai pensato di usarle nell’insalata! Rimango incantata dalle foto e soprattutto da quella sdraio libera vicina agli oleandri 😉 Un bacione e buona domenica!

    • Laura

      luglio 18, 2016 at 1:31 pm Rispondi

      Virginia bella!!!Ma vedi è proprio quella lentezza dell’essiccatore che mi piace: tutto essicca mentre io faccio altro, un compromesso che adoro!Soprattutto se si è in cucina indaffarati a fare altro. Credo si tratti di un mio retaggio dell’infanzia: ciò che più mi piaceva da piccola era far diventare la mia camera un luogo ‘animato’ di mille aggeggi e ordigni giocattolo, mi piaceva che tutto si muovesse mentre io facevo altro. In cucina mi è rimasta questa disposizione del mettere in moto quanti più elettrodomestici possibili sentendomi come dentro uno di quei film in cui chi cucina fa un sacco di cose simultaneamente… si insomma forse sarà un delirio di onnipotenza o un esagerato controllo dello spazio che abito, non lo so. Anzi no, so che mi piace tanto… ma questo te l’ho già detto 🙂
      Allora per quanto riguarda le chips di pera, ti dico che io per la mia insalata ho utilizzato quelle ancora umide e non del tutto essiccate e con l’aceto balsamico sono risultate DI-VI-NE, giuro!In ogni caso anche quelle più croccanti le sto sperimentando nelle frolle per biscottini rustici, ovviamente fatte in piccoli pezzettini, ti farò sapere!Intanto un grande abbraccio!

  • Debora

    luglio 17, 2016 at 2:34 pm Rispondi

    La mia cara, bella ed ellenica Laura… Non sarà forse che il tuo sorriso radioso e contagioso e i tuoi occhi pieni di luce avranno conquistato campagnoli, camionisti e bricoleurs di tutto il palombarese??!
    Io credo che in te risieda tanta, tantissima bellezza. E la tua è una bellezza speciale, capace di cogliere suggestioni e attimi da tutto quello che la circonda…Bellezza di parole e pensieri, bellezza di gesti e scatti, bellezza di sguardi che sanno regalarci foto come queste. Fai bene dunque a sentirti una novella Semiramide, ma non toglierti meriti che hai!
    Le tue chips sono favolose, tanto che ho dovuto nasconderle per poterne gustare qualcuna in santa pace e devo dire che vederle così me ne fa venir subito voglia: mi sa che scappo a sgranocchiarne qualcuna…

    • Laura

      luglio 18, 2016 at 1:39 pm Rispondi

      Debora cara, ma lo sai che stavo pensando che queste chips sarebbero ‘cialde’ croccanti su, chessò io, tipo un gelato alla pera?:-D L’ho buttata lì 🙂 In ogni caso adesso che ti ho integrata perfettamente nel mio calendario di raccolta stagionale, sai già che le prossime cose che faremo avranno il nome autunnale di ‘nocciole’ 🙂
      Quanto a Semiramide e a me, ti ringrazio per le cose che dici soprattutto perchè vengono da te che mi conosci nella realtà di tutti i giorni. 🙂 Ciao bellezza!

  • Arianna

    luglio 18, 2016 at 8:59 am Rispondi

    Quanto scrivi bene.
    Che le ricette poi, una, chi se ne frega.

    • Laura

      luglio 18, 2016 at 1:46 pm Rispondi

      Arianna 😀 benvenuta è stato un piacere leggere il tuo messaggio.
      Si perché tu hai solleticato il mio ego nella cosa che io amerei più fare in assoluto ma che per qualche strano motivo è l’aspetto di me che ho sempre censurato di più… per colpa di una ritrosia che è la stessa che in certe situazioni mi fa ancora abbassare lo sguardo a terra…
      Ma come in tutte le cose che mi riguardano, la strada più lunga è riuscita a portarmi dove volevo e così con un obiettivo e un grembiule tutti e due appesi al collo, sono riuscita ad ingannare la penna che ha ripreso a scrivere!Grazie infinitamente per il tuo commento, spero di trovarti ancora!

  • Scorrano Antonella

    luglio 18, 2016 at 3:51 pm Rispondi

    Credimi, non saprei dirti quale foto è più bella, intanto hanno tutte una atmosfera romantica, ti aspetti davvero di veder comparire…… Semiramide da un momento all’altro, tra i rami dei peri o seduta su quella sdraio che sta benissimo sotto l’albero fiorito dell’oleandro, e poi mi sono divertita a leggere l’articolo che introduce la ricetta. Le pere essiccate sono una svolta per gustare la tua stessa frutta anche d’inverno, magari davanti al camino acceso! Penso che prima o poi dovrai costruirti un laboratorio se vuoi contenere tutti gli oggetti necessari a contenere questa tua passione……….v o l u m i n o s a.

    • Laura

      luglio 19, 2016 at 9:12 am Rispondi

      Ma lo sai che anche Semiramide se ne va in giro vestita da odalisca?;-)

  • Melania

    luglio 18, 2016 at 7:22 pm Rispondi

    Ora mia cara Laura, prova ad immaginare tutto questo in Sicilia. Dove in alcuni luoghi vige ancor la regola che la donna sta in casa a badare ai figli, e l’uomo colui che pensa a tutto.
    Prova a pensare cosa accadrebbe se una donna avanzasse tale richiesta…non si mai!!!
    Lo stesso effetto che provoca Semiramide.
    Stupore ed occhi fissi su quella fanciulla.
    Certo, a veder l’ultima tua foto dove il sorriso quasi timido irradiava il volto mi vien da pensare che forse quelli si son girati per vedere a te.
    :))) sono bellissime le foto, non riuscirei a sceglierne una. Un abbraccio

    • Laura

      luglio 19, 2016 at 9:18 am Rispondi

      Melania cara come ti capisco, sono cresciuta in un paese dell’entroterra abruzzese e la cosa più complicata per me, era passare davanti il bar del paese: era come attraversare un oceano trattenendo il fiato, gli sguardi erano come lame affilate. Si ti capisco benissimo e mi fa piacere che le foto ti abbiamo portata fin dentro il giardino di casa, al riparo da occhi indiscreti!Ti abbraccio!

  • Valentina

    luglio 30, 2016 at 5:07 pm Rispondi

    Ecco, ancora una volta sono venuta qui esattamente al momento giusto! Da giovedì che mi lambicco il cervello per capire cosa diavolo ha voluto dire Brezsny nel suo oroscopo settimanale, in cui mi consiglia di immergermi nelle acque scure e profonde del primitivo primordiale…forse ora ho capito! 😉
    Quanto sei bella tu? Di quella bellezza che nasce da dentro e trasforma tutto quello che tocca!

    • Laura

      settembre 16, 2016 at 3:29 pm Rispondi

      Ah ma questo invece era un commento che mi ero persa, cara mia!!!Io dico che la prossima volta che Brezsny ti consiglia bagnetti a base di primitivo, tu chiamami e sai come ci divertiamo insieme!!!:-)

  • martina

    settembre 16, 2016 at 9:31 am Rispondi

    ciao io purtroppo non ho l’essicatore, quando devono restare in forno? qual è il procedimento??mille grazieee

    • Laura

      settembre 16, 2016 at 3:44 pm Rispondi

      Ciao Martina!Non preoccuparti la ricetta originaria non prevedeva l’essiccatore ma il forno!:-) Allora ti dico come fare: scalda il forno a 60° C e mantieni questa temperatura. Taglia la frutta (nel caso delle pere) affettale in ‘sfoglie’ sottili e per non farle annerire puoi immergerle in acqua acidulata con il succo di un limone.
      A questo punto disponi le fettine su una teglia rivestita di carta forno e inforna, lasciando cuocere per tre ore (lascia pure lo sportello del forno leggermente aperto e gira le tue fettine di frutta di tanto in tanto). Il giorno seguente se hai l’impressione che la frutta sia ancora umida inforna nuovamente fino a raggiungere la croccantezza desiderata. Io mi sono regolata così: le fettine ancora un po’ umide le ho destinate alla preparazione di biscotti secchi a base di cereali e frutta essiccata. Invece la frutta perfettamente essiccata è diventata il mio spuntino nei fuori pasto, quando sento il bisogno di sgranocchiare qualcosa. Fammi sapere come va!;-)

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