Ritratto di famiglia

copertina bis

“Olga si lusingava di mio nonno”. (cit. di famiglia)

Per mia nonna chi s’illude di qualcosa, semplicemente si lusinga da solo. Come Olga, che mentre si lusingava di mio nonno non si accorgeva che nel frattempo mio nonno si lusingava di un’altra. Mia nonna.

Sono cose che possono capitare nel circolo vizioso di un innamoramento, quando i protagonisti della vicenda invece di essere due si ritrovano in tre, finché il terzo incluso capisce di essere di troppo.

Come Olga, che quando smise di lusingarsi a vuoto, permise ad un ritratto di famiglia di esistere e di raccontarsi, in bianco e nero, con aneddoti e abbracci e baci di famiglia come parti di una storia allargata, esattamente come delle volte lo sono le famiglie, allargate anche loro.

Ritratto di famigliaRitratto di famigliaritratto di famigliaRitratto di famiglia

Non che sia facile allargarsi in genere, ma nella famiglia di mio padre pare fosse un’abitudine ricorrente, quasi un’arte, allargarsi a parenti e amici soprattutto la domenica a pranzo.

Una famiglia ‘fisarmonica’ dice mio marito, come quando ci allarghiamo anche noi dal venerdì alla domenica e poi ci restringiamo a noi stessi durante la settimana.

Ma nel caso della famiglia di mio padre, sulla terrazza sopraelevata rispetto ai davanzali della cucina, non solo ci si allargava da una sdraio al pavimento, ma addirittura ci si stravaccava per un tempo così lungo che le domeniche si stravaccavano anche loro.

Mia nonna ad esempio si deve essere stravaccata anche lei, nel momento in cui Olga si è fatta indietro, che non c’era più da combattere per lo stesso uomo così si è avvolta in una vestaglia da camera che in realtà indossava anche in cucina e ha fatto capire a tutti che era arrivato il momento di stravaccarsi un attimo, anche per lei.

Ritratto di famiglia

Anch’io quando guardo le sue foto, vorrei stravaccarmi un po’: ultimamente lo dico a tutti ma ho la sensazione di non riuscire a farlo sempre come vorrei. Salvo in rari momenti in cui se non mi stravacco a casa mia, riesco almeno a farlo a casa di amici, così amici, che delle volte penso di potermi presentare anche in vestaglia, tanto è il loro affetto anche per la mia ‘mise da camera’.

E proprio in una situazione di questo tipo, mentre colonizzavo l’angolo più carico di cuscini di un divano non mio, ma con cui già mi sentivo in confidenza stretta, ho assaporato indimenticabile aperitivo di chips di cavolo appena sfornate da Alessia.

chips di cavolo nero

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Buone croccanti e un solletico per le chiacchiere piacevoli tra amici che si sentono affiatati come in una famiglia allargata che ogni tanto si stravacca un po’, con o senza vestaglia.

Quanto a me, anche io ogni tanto mi lusingo da sola anche se è tempo perso, ché solo quando smetto di farlo a vuoto trovo qualcosa da raccontare: come un’epica familiare fitta fitta di aneddoti e abbracci e baci parti di una storia allargata, esattamente come delle volte lo sono le famiglie, allargate anche loro e stravaccate, semplicemente quando sono  felici.

Ricetta Chips di cavolo nero di Alessia

chips di cavolo nero

Ingredienti

  • Cavolo nero
  • Sale integrale qb
  • olio evo qb 

Procedimento

  • Lavare le foglie del cavolo
  • Disporre su una teglia rivestita di carta da forno
  • Olio evo a filo sulle foglie senza esagerare 
  • Salare a piacere 
  • Infornare in forno preriscaldato alla massima potenza (io, forno combinato ventilato più grill)
  • Sfornare dopo pochi minuti non appena le foglie risulteranno lucide e croccanti al punto giusto. 

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10 Comments
  • Virginia

    febbraio 2, 2017 at 9:07 pm Rispondi

    Rimango sempre affascinata davanti alle storie di famiglia, soprattutto quando sono accompagnate da foto in bianco e nero. Ci sono alcuni angolini di questa casa in cui conserviamo le vecchie foto, con i ritagli di vita di persone del presente e del passato. C’è tanta poesia in quei grigi che col tempo diventano un po’ meno nitidi, nei bordi smerlettati e lievemente ingialliti, nei volti giovani e spesso pieni di speranze per i giorni a venire. Avrei voluto ascoltarne di più di quelle storie e avrei voluto essere grande nel momento in cui gli aneddoti di famiglia mi venivano affidati, storie prima di guerra e poi di rinascita. Mi affido alle foto e a chi questi racconti li ricorda meglio di me 🙂
    Stravaccarsi dà sempre un gran sollievo e mi piace il legame tra la vestaglia e il senso di tranquillità per la cessata concorrenza sentimentale! Mi piace anche la definizione di famiglia a fisarmonica, rende molto bene l’idea! Non so se col mio forno verrebbero così bene le chips, ma le foto iniziano già ad appagare la voglia di croccantezza 😉 ti mando un bacione!

    • Laura

      febbraio 4, 2017 at 6:26 pm Rispondi

      Cara Virginia condividiamo insieme le stesse emozioni davanti le foto in bianco e nero 🙂 In passato quando mi capitava di osservare i ritratti di famiglia mi capitava di chiedermi chi sarei stata io e come sarei diventata ‘da grande’ oggi quando guardo le stesse foto, penso che la risposta fosse già lì bella rappresentata… E’ stato solo necessario aspettare il tempo giusto per rivedermi in bianco e nero come copia conforme di quelle storie 🙂 ‘Stravaccarsi’ per me è sempre stata una meta 😀 per entrare nel dinamismo dei pensieri e delle emozioni che hanno bisogno di tranquillità, mica male!;-) Anche io ti mando un bacio grandissimo!

  • Ulica

    febbraio 3, 2017 at 8:43 am Rispondi

    Ciaooo Laura 🙂
    Che belle fotografie di famiglia! Che visi luminosi e felici! 🙂
    Ecco, noi lo chiamiamo rilassamento, ma non siamo più capaci di farlo per davvero. Stravaccarsi, senza pensare a niente, senza impegni, senza regole e senza tempo. Che “dolce far niente”! 🙂
    Un vero rilassamento mentale guardare queste tue meravigliose fotografie, che bel viso ha la nonna! 🙂
    Non adoro le chips, ma quel pacchettino mi attira. 🙂
    Un grande abbraccio da lontano e dolce far niente per questo fine settimana! 🙂
    Ulica

    • Laura

      febbraio 4, 2017 at 6:30 pm Rispondi

      Ulica!!!Felice di sapere che in famiglia ti piacciamo tutti, secondo me ‘stravaccarsi’ con l’abito della domenica sul pavimento del terrazzo è meraviglioso!E anche se non adori particolarmente le chips io penso che un bouquet di foglie di cavolo arrostite ti piacerebbe molto!Dolce far niente a noi e a te il mio abbraccio stretto di sempre!

  • Ilaria (Campi di fragole per sempre)

    febbraio 3, 2017 at 10:21 am Rispondi

    Sempre bellissimo ed emozionante leggerti…adoro il tuo modo di scrivere…arriva dritto al cuore.
    Le ricette di Alessia sono una garanzia! 🙂
    Come al solito le tue foto sono bellissime…
    Un abbraccio
    Ila

    • Laura

      febbraio 4, 2017 at 6:37 pm Rispondi

      Ilaria cara grazie mille come sempre sei molto carina e certo che sentir dire da te, che quando fotografi sembri munita di pennelli e tavolozza, che ti piacciono le mie foto mi fa piacere piacere, ecco!Di Alessia in cucina quello che mi affascina è la disinvoltura con cui sforna una cosa e poi un’altra e poi un’altra ancora e tutto con il suo distinto sapore e bontà 🙂 ma sono certa che le tue ricette cara mia siano buonissime altrettanto 🙂 Ti mando un bacio!

  • Debora

    febbraio 3, 2017 at 6:44 pm Rispondi

    Tesoro bello, perdona il ritardo con cui passo di qui, causato proprio da uno “stravaccamento” eccessivo di cui ne pagherò le conseguenze a lungo, credo…Ad ogni modo son giunta anch’io alle tue lusinghe e dimmi se mi sto illudendo quando ti dico che nella prima foto di famiglia, c’è un giovanotto (adolescente??) che ha incredibilmente qualcosa di tuo e nello sguardo e nel sorriso (sarà forse il nonno?? il papà??)…Appena l’ho visto ho riconosciuto te!
    Bellissime le foto in bianco e nero di famiglia e bellissima tu, i tuoi scritti, i tuoi sorrisi nei visi degli altri e le tue ricette e tutto il tuo mondo, al quale ho l’onore di appartenere da un po’ di tempo a questa parte…
    baci

    • Laura

      febbraio 4, 2017 at 6:44 pm Rispondi

      Cara secondo me i tuoi ‘stravaccamenti’ sono interessanti quasi quanto quelli che io mi accontenterei di fare su un semplice divano. E cmq caro architetto con occhio clinico, si quel giovanotto adolescente al centro della prima foto è lui, mio padre. Mi ha regalato esattamente il suo sguardo, il suo ghigno da un lato della bocca, lo spirito solitario e a tratti un po’ misantropo. E poi a tutto il resto si aggiunge quello che tu conosci già 😀

  • Alessia

    febbraio 8, 2017 at 3:55 pm Rispondi

    Lauretta bella eccomi qui lusingata e decisamente onorata di far parte di quella famiglia allargata che voi tanto serenamente abbracciate. Tu sai che intrecciare chiacchiere e aneddoti con voi due mitici è qualcosa di rigenerante e confortante, che ci diverte e ci riempe, tra chips e risate. E comunque pensavo, già che si parla di ritratti di famiglia, che la prossima volta, con cavalletto e autoscatto, tutti stipati in quell’angolo di divano straripante di cuscini, dobbiamo immortalare i nostri, di momenti!

    • Laura

      febbraio 19, 2017 at 10:13 am Rispondi

      e sai cara mia, non è che mi dispiacerebbe aggiungere foto di serate in famiglia come le nostre a quelle che ci sono già! 🙂

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