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L’arte del travestimento e un po’ di sano protagonismo hanno prodotto, cinque anni fa, la mia metamorfosi in un gambero. A quel tempo per l’occasione non mi sono limitata solo ad indossare la tunica rossa di un ‘crostaceo’, ma ho preso in prestito anche un colbacco da Zivago che rivendicasse il nome ‘Russo’. E così mi sono presentata al web.

La verità però è che un ‘gambero’ un po’ ritroso io lo sono stata sempre, mentre russa non credo di esserlo stata mai se non fosse per una pura fatalità anagrafica che mi dichiara abruzzese di nascita.

Il nome ‘Russo’ tuttavia mi appartiene nel profondo, dal giorno in cui ho ‘sposato’ quel matematico che ha preso a risolvere tutte le mie incognite. E’ stato Lui a organizzare per me questo spazio perché io potessi traslocarci un po’ di padelle, pensieri e parole per il mio piacere esclusivo.

E da allora, pur comprendendo poco il modo di abitare il virtuale e le sue regole strategiche, ho capito, se non altro, ciò che in assoluto mi piace.

Ad esempio mi piace leggere e parlare di cibo, possibilmente quello domestico, che ha il profumo delle pareti di casa, quello confortevole del pranzo della domenica come quello degli avanzi nel frigo da svuotare.

Mi piace, poi, fotografare per ricordare a me stessa tutto ciò che piace ai miei occhi sempre a dispetto della luce e delle sue penombre.

Ancor di più mi piace raccontare, perché quando comincio a farlo non so mai dove andrò a parare e quale nuova storia attende laggiù un nuovo inizio.