Lento pede

Lento pede

Tovagliolo di Lino grigio a righe in vendita da Lela – Roma

“Per rimanere lucida ho bisogno di correre e di credere, che correrò” – Dice il mio fisioterapista.

Ma io non gli credo mai, che la stessa cosa me la dice anche mio marito. E allora penso che gli uomini delle volte pensano e dicono proprio le stesse cose che forse valgono per loro, ma chissà per noi.

Forse loro s’illudono, correndo, di rimanere in forma smagliante o forse è per questo che muoiono prima di noi. Sempre che sia così.

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“Il tempo delle mele”

"Il tempo delle mele"Riti e miti molto personali hanno reso l’estate particolarmente bucolica e oziosa: la ciambella fritta tutte le mattine al bar degli agricoltori sulla strada traversa dalla palombarese; la passeggiata disinibita in mutante nel campo per controllare lo stato delle piante; il gelato confezionato nella penombra del dopopranzo con film visti, e rivisti, da rivedere una volta di più.

Ecco poi, tra questi ad esempio, ce ne sono alcuni che se visti d’estate si caricano di una suggestione aggiunta che rende il divano, o la sedia su cui allungare le gambe, il luogo più comodo e riparato a evitare la canicola estiva.

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Torta di semi di papavero di Sophie

Torta di semi di papavero di Sophie

Dopo una lunga parentesi di gioventù passata tra i libri e le pareti di una biblioteca poco affollata, coltivando in un silenzio ascetico l’idea che parole e pensieri secolari avrebbero alimentato a dovere il mio spirito forse salvandolo, forse no… ho scoperto di avere un ‘corpo’.

“Meglio di niente” – mi sono detta. E per riparare a questa enorme gaffe con me stessa, ho fatto un passo indietro, un mea culpa e una torta al cioccolato.[continua la lettura…]

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Torta di ricotta con i gelsi e “cronache di quartiere”

Torta di ricotta con i gelsi e "cronache di quartiere"

C’era da aspettarselo che avrei perseverato sull’argomento dei gelsi. O almeno io lo sapevo: che ne avrei parlato ancora, che avrei cercato una scusa o un pretesto qualunque, magari una nuova occasione, ad esempio una ricetta, per ripetermi ancora. Ed è successo.

E’ la vita di campagna che mi rende così: un po’ ricorsiva, forse anche un po’ petulante, amante dei soliti argomenti, soprattutto se ‘di stagione’. Così succede che votata a raccogliere gelsi come fosse una crociata contro il tempo infedele, mi sono ritrovata a perdere colpi nella vita di città che è andata avanti, alimentandosi anche senza di me.

Vero è che le novità urbane, così si moltiplicano e si amplificano nella mente di chi torna, senza preavviso, alla ‘solita’ quotidianità e l’effetto, in certi casi, può che essere addirittura dirompente.

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Soffione dolce per Taste Abruzzo

Soffione dolce per Taste Abruzzo

Ceci n’est pas un… un… ‘ciambellone’…

L’origine di questo francese un po’ rimediato e d’occasione non proviene dal negozio di Zachino né tanto meno dalla sua, ormai nota, attitudine maccheronica per le lingue. No, questa frase è tutta mia.

Del resto che colpa ho io se la parola ‘ciambellone’ è così ‘nostrana’, da scombinarmi l’aplomb francese con cui mi accingevo ad un ragionamento? Ed eccolo, proverò a illustrarlo meglio ‘facendo due passi indietro’.

Esiste un dolce, e per ovvie ragioni in questo caso in Abruzzo, che pur uscendo direttamente da uno stampo a forma di ‘ciambella’, ha la presunzione di non voler essere associato ad un ‘ciambellone’ qualunque. Così a dispetto delle apparenze ingannevoli, a partire dal nome cominciano le differenze. E si, che le differenze sono molte altre e profonde se si pensa che il rivestimento della ciambella presunta, è una frolla miracolosamente tenera anche senza la presenza del burro e che il ripieno ha la consistenza umida e soffice di un soufflé che lievita benissimo anche senza lievito. E allora veniamo al nome: se ci si trova in ‘compagnia’ di un dolce che ha siffatte caratteristiche, è bene sapere che si sta parlando di un ‘soffione’ e che mai e poi mai si dovrà chiamarlo: ‘ciambellone’… almeno alla presenza di un abruzzese!

E se tutto questo ragionare ‘semiserio’ non è sufficientemente convincente a raccontare il sapore buono e dolce della mia Pasqua, seguitemi su Taste Abruzzo.

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Il caffè ‘sbagliato’ nel cake ‘giusto’

Il caffè 'sbagliato' nel cake 'giusto'

Ultimamente non bevo più caffè. Ho smesso più di un mese fa, nel momento in cui più ne avevo bisogno: insomma un banale errore di tempistica, che ha contribuito a rendere la mia espiazione da caffè sicuramente più eroica di quanto immaginassi.

A questo poi si aggiunge il fatto, che il mio affezionato suocero si è presentato poco tempo fa con un regalo proprio interessante, per una che ha da poco vinto la sua astinenza da caffè: e cioè una tecnologica macchina accessoriata di pulsanti per ogni genere di caffè desiderabile: lungo, corto, nero, macchiato, decaffeinato. Insomma cosa dire: mancherebbe un telecomando e sarebbe perfetta per ordinare anche un caffè a distanza, se potesse.

E io che con tanta tecnologia a disposizione riesco sempre a mandare il tilt i miei criteri di scelta, ecco che mi ritrovo sul più bello ad accontentare i desiderata del caro marito con un caffè ‘sbagliato’: molto profumato certo, ma troppo corto e concentrato per i battiti anarchici del suo cuore.

Insomma l’astinenza da caffè può fare di questi scherzi a chi tenta di svegliarsi senza caffeina e, mentre preme pulsanti su macchine ‘inquietanti’, pretende pure di impastare il dolce della colazione. Così ecco che al momento di decidere gli aromi del mio abituale cake del sabato mattina: non ci sono stati dubbi e il caffè ‘sbagliato’ è entrato nel cake più ‘giusto’ che io abbia mai assaporato.

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13

Impasto olio e vino per Taste Abruzzo

Impasto olio e vino per Taste Abruzzo

Quando il  mio amico Rolando, mi fa dono di quel mazzolino di fiori di zucca che ancora fanno capolino tra le foglie del suo orto, io arrossisco sempre un po’ e un po’ mi ingolosisco al pensiero della ricetta con cui onorare il gradito omaggio. Giorni fa quando il mio caro ‘cavalier-coltivator servente’ ha raccolto per me un intero cestino di fiori zucca, ha pensato bene di suggerirmi l’abbinamento dei suoi fiori profumati con la delicatezza di un primo sale. A me non è restato che prendere posizione sull’impasto con cui sigillare quel prezioso consiglio. E  allora ho fatto ricorso ad una formula più che collaudata in tanta parte del mio Abruzzo ‘fantastico’ e che risiede nel segreto dell’olio e del vino.

Olio extravergine d’oliva per dare elasticità all’impasto, vino bianco da tavola per assicurarsi la giusta friabilità: ecco i primi due segreti svelati. Altro e molto di più è quello che ho raccontato degli impasti base su Taste Abruzzo, dove il sapore incontra la natura.

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Torta di mele, ricotta e uvetta

Torta di mele, ricotta e uvetta

L’ultima volta ho raccontato una storia… una storia qualunque, sia chiaro!E, appunto, per ‘chiarezza’ l’ho divisa in capitoli. Ne ho raccontati tre e ne ho omesso uno: il quarto. Credo di averlo censurato. Ma così facendo, della torta di mele, ricotta e uvetta nessuno ha sentito parlare… e questo è un vero peccato. Anzi è insopportabile. Perché la ‘censura’, quando ci toglie le cose ‘buone’, è insopportabile. E’ un dato di fatto e non si discute.

Allora secondo una modalità tipicamente ‘gamberesca’ di procedere, e che ovviamente mi è congeniale, faccio ‘un passo indietro’ per recuperare la storia della torta di mele taciuta e, inevitabilmente faccio ‘un passo avanti’… verso il quarto capitolo.

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Torta al cioccolato e barbabietole rosse

Torta al cioccolato e barbabietole rosse

Eccomi qua, dalle carote nei muffin alle barbabietole nella torta al cioccolato. Quando ho visto questa torta da Martina sono impazzita per più di un motivo: il cioccolato, ad esempio. Questo ingrediente che non amo particolarmente nella sua assolutezza, mi provoca irresistibilmente ogni volta che si presenta in accostamenti ‘insoliti’ o addirittura ‘audaci’. Ora, in effetti, non so bene quanto sia audace immaginare barbabietole e cioccolato insieme nella stessa torta, ma il fatto che io ami perdutamente le barbabietole ha incoraggiato la mia immaginazione a fantasticare con un certo trasporto su questo nuovo abbinamento, fino a non resistere. Già che io in genere non resisto mai, piuttosto abdigo… soprattutto quando cedere è dolce. E questo è il caso! Così le barbabietole scoperte e amate perdutamente nella mia estate ellenica insieme alla skordalià, sono entrate prepotentemente nel mio inverno in un’originale versione di torta al cioccolato. Questa, appunto!
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Linzertorte

Quando quattro donne animate dalla stessa intenzione di nocciole e more decidono di incontrarsi, la linzertorte è la ricetta!Si tratta di una crostata austriaca con la caratteristica distintiva di una frolla a base di nocciole e confettura di frutti rossi. Ecco appunto nocciole e more, proprio quelle che io, Francesca, Barbara e Rossella volevamo raccogliere in campagna nell’unico giorno che ci vedeva libere tutte e quattro. Peccato la pioggia abbia vanificato i progetti di raccolta, così a lungo programmati! Ad ogni modo con qualche mossa preventiva e lungimirante sono riuscita ad assicurarmi che alle mie ospiti ‘speciali’ non mancasse il rifornimento proprio degli ingredienti necessari per una linzertorte!

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Torta di pesche, amaretti e Chardonnay

“Settembre andiamo” e io ho un piano d’attacco. Difendersi da settembre è necessario. Settembre arriva ogni anno puntuale con la sveglia delle sei, la metro delle sette e soprattutto con l’immancabile campanella delle otto. E se la sveglia e la metro annunciano l’inizio naturale e inevitabile della mia giornata, la campanella delle otto è un capitolo a parte: è un destino che si compie sempre e uguale a se stesso a partire, appunto, da settembre.

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Torta di zucchine, cacao e pistacchi

Ci sono ‘matrimoni’ ben riusciti e assicurati con burro, uova, latte e cacao amaro. In genere è così. Esistono, però, amori forti e coinvolgenti anche quando sembrano mancare i presupposti, come ad esempio succede a cacao e zucchine di vivere ‘felici e contenti’, come nelle fiabe, anche nelle torte. Certo, purché qualcuno lo sappia, purché qualcuno li faccia incontrare! E io, appunto,  ho fatto da ‘ruffiana’.

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