Io lo chiamo “Chapiadi”

Io lo chiamo "Chapiadi"

Se un giorno mi avessero detto che non avrei disdegnato le lusinghe di un ottuagenario pur di carpire il segreto dei suoi pomodori, sarei andata da uno specialista. Sono anni che mia madre me ne consiglia uno ‘bravo nel suo campo’. Avrei fatto sicuramente la sua felicità.

Mi sarei allungata sulla sua chaise longue insieme al mio inconscio e, come una Maja desnuda, ci saremmo messi a nudo anche noi: prima io e poi lui, il mio inconscio, come conviene nella pratica del raccontarsi… appunto.

Ecco e, io allora avrei approfittato dell’occasione dilungandomi sulla natura controversa del pomodoro casalino: arricciato e chiuso in se stesso, inutilmente riservato considerati i suoi toni di rosso e la dolcezza sfacciata.

“Ma che vorrà dire tutto questo?” 

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Bretzel con lievito madre

Bretzel con lievito madre

Ho assaggiato il mio primo Bretzel a Praga, il secondo invece nella mia cucina. Io direi che si tratta di una successione doverosa: quando un cibo è lontano dal palato e dall’immaginazione in genere, io preferisco dare la caccia all’originale prima di avventurarmi nella replica approssimativa di sapori e consistenze. Così allora sono andata a Praga e ho mangiato un bretzel; quando sono tornata a casa, semplicemente l’ho replicato.

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Pizza al timo,sale nero di Cipro,pomodorini confit

I miei fine settimana ormai sono dedicati ai fornelli e alla sperimentazione di tutto quello che mi capita di leggere e m’incuriosisce. Qualche settimana ho dedicato il mio tempo ai tempi della levitazione per sperimentare tutto quello che Bonci promette nel suo libro ‘Il gioco della pizza’. ‘Aspettare’, può essere uno degli infiniti modi di controllare l’evoluzione di una preparazione, liberandoci della fretta di tendere  ad un risultato immediato: ecco allora sarebbe meglio dire che in certi casi il risultato è tutto nella capacità di ingannare il tempo. Questa volta ho voluto provare l’impasto misto di grano che anche ad occhio mostra un colore più scuro rispetto alla tradizionale pizza bianca.

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Croque-monsieur allo speck, pomodorini confit e pesto

Croque-monsieur: si tratta di un toast caldo dorato su entrambi i lati, che solitamente si presenta farcito con grujère e prosciutto cotto; per me resta un vecchio classico con cui mia madre saziava l’appetito impellente e  fuori pasto da cui io e mio fratello venivamo assaliti di frequente. Oggi il ‘croque’ – mi piace chiamarlo familiarmente così – è tornato con prepotenza nei miei pasti da quando nuovi ritmi portano il tempo della mia giornata. Così la mattina quando riesco a organizzarmi per l’ora di pranzo, mi ritrovo a confezionare il mio spuntino preferito, con lo stesso piacere che riservo all’assaggio.

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