Menù di mare Palagiaccio

Menù di mare Palagiaccio

L’estate nel mio orto è piena di pomodori e cetrioli. Soprattutto di questi ultimi mi piacerebbe parlare se mio marito non mi avesse intimidito nel trattare certi argomenti.

Ché ad una donna onesta e costumata pare non si addica l’orgoglio di cetrioli giganti proprio nel suo orto. Allora cambio discorso.

E penso allora a quegli asparagi di cui avrei dovuto parlare già, se quest’anno non mi avessero derubato di tutto anche della puntualità necessaria a non incorrere in un fuori stagione. Ecco.

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Menù degustazione Palagiaccio

Menù degustazione Palagiaccio

Un menù degustazione è un’intenzione un po’ esagerata, forse. Soprattutto per me.

Mia madre, d’altronde, è stata molto sincera nel dirmelo al telefono: “… va bene assaggiarlo, un menù degustazione, ma cucinarlo è tutta un’altra cosa!”

“E allora io, lo chiamerò menù degustazione a prescindere”. E quel che sarà, sarà.” Ho pensato.

E mi sono tolta dall’impaccio di una definizione un po’ esagerata, forse. Soprattutto per me.

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Spritz al “tartufino” del Mugello

Spritz al "tartufino" del Mugello

Si narra che mi abbiano ritrovata in cucina più sorridente del solito: comodamente seduta con la macchinetta fotografica ancora appesa al collo, un Martini Bianco in una mano e uno Spritz nell’altra…

E se uno era per certo l’aperitivo che sorseggiavo dalla mia coppa, l’altro era l’insospettabile biscottino salato carico del sentore buono del formaggio al tartufo: lo spritz.

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Sformato di mele, caprino e nocciole

Sformato di mele, caprino e nocciole

Un temporale estivo e ciò che ne consegue, mi piace. Indistintamente. Primo fra tutti l’odore pungente dell’asfalto bagnato: sale fino al sesto piano, entra dalla finestra della cucina, s’infila nelle narici e lì persiste. Poi, la cadenza della pioggia sulle tende del terrazzo: quasi un’occasione per un libro sotto le coperte.  E la coperta, se possibile di lana: che non si sa mai quanto l’aria rinfreschi se poi ci si addormenta. E se non ci si addormenta, magari si ha fame: e allora si potrebbe quasi quasi accendere il forno. Magari esce uno sformato: di patate, di pasta, di porri. E sennò anche di mele, caprino e nocciole va bene lo stesso.

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Fiadoni salati per ‘Abruzzo in tavola’

Fiadoni salati

A Pasqua mio nonno Osvaldo andava orgoglioso del fatto che i suoi fiadoni fossero più buoni di tutti quelli che circolavano nelle case di Via Michelangelo Castagna. Considerava questo merito tutto suo, perché suo era il contributo dell’aggiunta dei pezzettini di salame nel ripieno morbido di uova e formaggio. Chiedeva a mia nonna espressamente questa modifica della tradizione pescarese, nel rispetto anche delle sue tradizioni aquilane. Così per me i fiadoni salati, quelli nella classica forma a raviolo, hanno sempre goduto di un sapore in più oltre a quello caratteristico del rigatino dolce.

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Pane al siero di latte e primavera

Pane al siero di latte e primavera

Si parlava di primavera e mi scappò di dire: “perché non l’aspettiamo in campagna?” Detto, fatto. E mi sono ritrovata accontentata ogni fine settimana. Ma in realtà più che una richiesta esaudita, si tratta di una pratica ‘ben meditata’ e molto attesa che, in genere di questi tempi, ci trasforma in ‘gamberi di campagna’. Nell’immediato. Succede, infatti, sempre in un baleno. Cioè senza troppi preavvisi.

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Tapas o non tapas?

Non è che sia così facile realizzare tapas. A meno che non si  decide di votarsi alla ricerca degli ingredienti giusti, che spesso però sono introvabili. Così io, questa volta, ho preso una posizione e, rinunciando alla ricerca delle materie prime, ho deciso di non tendere all’originalità della ricetta quanto piuttosto al suo ‘concetto’.

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Pane con labné e dukkah

Che bastasse un po’ di sale nello yogurt per servire in tavola del formaggio fresco spalmabile, io non lo sapevo. Eppure così è stato e dopo quattro ore nel frigo al posto dello yogurt c’era dell’ottimo formaggio dalle molteplici destinazioni possibili. Il labné appunto.

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