“Fiori blu”

"Fiori blu"

Ho cominciato a leggere “Fiori blu” nei primi ‘giorni di vacanza di giugno duemilaetre’ come  dice, a memoria postuma, il tratto sbiadito di una penna usata sulla prima pagina bianca del libro, per sigillare l’inizio di una nuova lettura. In quel tempo i libri avevano da poco cominciato a viaggiare con me, mentre  io viaggiavo con loro già da molto tempo. E così quando salivo su un autobus con cui scavallare l’Appennino io semplicemente leggevo. E poi sgranocchiavo anche qualcosa.

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Crackers ‘del meschino’…

Crackers 'del meschino'...

Mi sono accorta che i crackers erano quelli ‘del meschino’ quando ho cominciato a caricare nel mio impasto, farine a occhio, perdendo il controllo sulla ‘consistenza della situazione’. Che se la situazione non ha la consistenza ideale, è difficile immaginarsi a sfornare crackers come pensavo di poter fare io… quasi quasi a occhi chiusi!

E’ pur vero  però, che se la bilancia disattende il bilanciamento atteso, ecco allora che ogni automatismo in cucina, come nella vita, diventa approssimativo e, in una parola, ‘meschino’. Perché meschino è il caso, quando allunga la strada per raggiungere la meta e quando questo succede vuol dire che si è rimasti impigliati nel ‘giro del meschino’.

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Spritz al “tartufino” del Mugello

Spritz al "tartufino" del Mugello

Si narra che mi abbiano ritrovata in cucina più sorridente del solito: comodamente seduta con la macchinetta fotografica ancora appesa al collo, un Martini Bianco in una mano e uno Spritz nell’altra…

E se uno era per certo l’aperitivo che sorseggiavo dalla mia coppa, l’altro era l’insospettabile biscottino salato carico del sentore buono del formaggio al tartufo: lo spritz.

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Grissini al Tahini con semi di sesamo e nigella

Grissini al Tahini con semi di sesamo e nigella

“La tahini se conserv(e?) dans le frigofere da longe tempe” mi ha assicurato Zachino.

E’ incredibile: questa volta avrei giurato di aver colto una ‘tendenza al francese’ nelle contaminazioni linguistiche del mio fidato venditore di spezie, quando, solo un mese fa, ero sicura di aver sentito un’inflessione decisamente tedesca.

Non posso fare a meno di chiedermi se la questione sia già diventata di competenza dello sceriffo! Ma ad ogni modo io e Zachino ci conosciamo già da un po’: lui è il proprietario del negozietto ebraico, quello che tempo fa mi ha intimato di chiamare il sesamo nero, nigella! Dovesse veramente portare male fare un uso improprio dell’aggettivo ‘nero’: “che non è mai una bella cosa, una cosa nera…” ha ribadito con l’indice alzato e la solennità di un profeta.

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Pomodorini confit e una ‘chanson’…

Pomodorini confit e una 'chanson'

Ho conosciuto Rolando qualche mese fa, ho suonato alla sua porta e appena i cancelli della sua tenuta si sono aperti al mio sguardo, io non ho avuto dubbi sul suo ‘personaggio’, assolutamente ‘letterario’. Se a questo poi si aggiunge, un nome da ‘chanson’ e due baffi di almeno dieci secoli fa, come si può non fantasticare quel tanto che basta a riscrivere la storia? Io ovviamente l’ho fatto e, un po’ alla mia maniera, ho preso ad immaginare l’omone sorridente davanti a me simile a quel paladino di cui tanto ho letto e  sentito parlare dietro i banchi di scuola.

La storia nei secoli, come nella vita delle persone, non cambia poi tanto: basta un po’ di coraggio a saper essere fedeli ad una propria inclinazione, ad un proprio modo di essere e il gioco è fatto: si può diventare ‘paladini’ nel proprio piccolo, almeno della propria esistenza.

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Cozze gratinate al lime e pepe verde

Cozze gratinate al lime e pepe verde

Quest’estate ho chiesto al mare di aspettarmi in agosto: perché c’era ancora tutto un luglio da vivere spensierato tra le vie della città, come anche tra le pareti della cucina. E mentre la città mi ha offerto in pausa i suoi scorci migliori, la cucina ha ospitato il mio trambusto preferito: diventando una volta di più l’angolo irresistibile ‘del fare’ e a cui non sono riuscita a dire ‘basta’, neanche per un minuto.

E allora in cucina, come segno del mio ultimo passaggio, lascio a chi gradisce uno dei miei assaggi preferiti: cozze gratinate al lime e pepe verde per gli ospiti!

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Alici gratinate al sommacco

Alici gratinate al sommacco

Mia nonna se poteva, ricamava. Poi stendeva le dita affusolate e se le ammirava. Belle, erano belle, e sempre curate. Per non sciupare le belle mani ‘da ricamatrice’, le sorelle le risparmiavano addirittura lavori in casa, raccontava compiaciuta. E non mancava mai di aggiungere, che poi ad averle belle ci si guadagnava sempre: o a sembrare una vera ‘signora’ o a trovar marito. Che è quello che è successo a lei quando ha incontrato Osvaldo, mio nonno. Dopo il matrimonio però l’occasione di ‘sporcare’ le sue belle mani è diventata più frequente, soprattutto in cucina, soprattutto quando c’era una montagna di pangrattato sul tavolo.

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Babaghanush

Babaghanush

E’ bastato arrostire, frullare e condire due melanzane per scoprire il sapore di una nota salsa libanese: il babaghanush. E dire che io non ne avevo mai sentito parlare, eppure il mio palato, questa volta con più precisione delle mie intenzioni, ha indovinato gli ingredienti e misurato le dosi giuste di quello che è presto diventato uno dei sapori ricorrenti della mia estate.

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“Maccu” verde di fave

"Maccu" verde di fave

Tra le righe di un libro che tempo fa mi è stato regalato dall’autore stesso, io ho spuntato la parola maccu”. Leggere con una matita in mano può essere utile e per me è addirittura indispensabile. Per ‘riscrivere’ i percorsi della lettura su quelli della scrittura di un altro, ad esempio. Un modo per prendere una direzione diversa da quella dell’autore e girare in modo arbitrario nel filo del discorso. Così mentre le vicende e i personaggi mi spingevano verso nuovi intrecci, io mi sono fermata sulla scena di una festa di paese. Più precisamente nella piazza di Giarre. In Sicilia, nel 1946.

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Gamberi rossi al sale e mirto

Gamberi rossi al sale e mirto

La scuola è finita. E’ finita. Un concetto che, in genere, si esprime ‘urlando’. E che si festeggia sempre insieme all’arrivo dell’estate. E io oggi, come allora, mentre urlo che la scuola è finita, nel frattempo studio strategie di ‘conservazione’ del mio tempo migliore. Quello estivo.

Così allora, tanto per non farmi cogliere impreparata, metto per iscritto regole nuove. Magari…[continua la lettura…]

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Alici al kumquat

Alici al kumquat

In queste serate di maggio comincia a risentirsi tutta una vita di cene estive e parole che spiccano il volo dalle terrazze romane. Chi non cena certo chiacchiera lo stesso: col vicino della finestra accanto o a telefono, magari sbirciando i passanti in fondo alla strada. E anche se nessuno conosce nessuno, la sera è possibile indovinare le abitudini di tutti attraverso una vita che si lascia osservare dalle finestre aperte o da un balconcino illuminato. Così mentre io so che la signora di fronte ama le orchidee che non le fanno più chiudere le tende, riconosco la voce di Lucio che sale dai Lotti popolari quando guarda la partita e sento il profumo delle polpette al sugo di Andreina, quando cucina per Renzo, altri nel frattempo individuano me. E io ad esempio sono quella che ‘apparecchia’ stuzzichini per gli ospiti direttamente su davanzale del terrazzo… per essere precisi tra una pianta e l’altra.

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Fiadoni salati per ‘Abruzzo in tavola’

Fiadoni salati

A Pasqua mio nonno Osvaldo andava orgoglioso del fatto che i suoi fiadoni fossero più buoni di tutti quelli che circolavano nelle case di Via Michelangelo Castagna. Considerava questo merito tutto suo, perché suo era il contributo dell’aggiunta dei pezzettini di salame nel ripieno morbido di uova e formaggio. Chiedeva a mia nonna espressamente questa modifica della tradizione pescarese, nel rispetto anche delle sue tradizioni aquilane. Così per me i fiadoni salati, quelli nella classica forma a raviolo, hanno sempre goduto di un sapore in più oltre a quello caratteristico del rigatino dolce.

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