Una collana di peperoni secchi

Una collana di peperoni secchi

“Bella la tua collana!” mi ha detto mio marito, quando non era ancora mio marito.

Mi apriva la porta di casa per la prima volta e mi accoglieva nella sua vita per sempre, ma certo che ritrovarmi con i peperoni appesi al collo, forse non se lo aspettava.

E che nella valigia pesante con cui traslocavo tutta me stessa nella nostra futura casa, non c’era posto anche per i peperoni secchi e allora nell’emergenza della situazione ho pensato bene di indossarli a mo’ di collana per un effetto che è risultato “molto esotico”.

“Dovrai abituarti… se vuoi sposarmi” – ho risposto. E lui ha sposato me e i peperoni in un ‘medesmo tratto’.

[continua la lettura…]

0

Quell’effetto spettinato anni ’80

insalata patate novelle e germogli di crescioneCos’è adesso questa mania del “germogliare” fai da te? Mi ha chiesto l’altro giorno mio marito.

Mio marito è così, quando vede qualcosa di nuovo chiede ragione come un supervisore di professione e vocazione, in medesimo tratto.

E così, come ogni volta che un nuovo proposito si fa spazio nella mia mente, e per forza di cose anche nella nostra cucina, mi è toccato favorire spiegazione.

“Sono stanca di prendere la metro B, anche per una manciata di germogli… e – pausa e poi tutto d’un fiato – ho comprato un germogliatore!”

Ecco, quando si dice “la fierezza delle proprie azioni”, ho risposto proprio così al marito supervisore: con tutta l’evidenza di un caso che andava risolto. E che è stato egregiamente risolto. Appunto.

[continua la lettura…]

21

Menù degustazione Palagiaccio

Menù degustazione Palagiaccio

Un menù degustazione è un’intenzione un po’ esagerata, forse. Soprattutto per me.

Mia madre, d’altronde, è stata molto sincera nel dirmelo al telefono: “… va bene assaggiarlo, un menù degustazione, ma cucinarlo è tutta un’altra cosa!”

“E allora io, lo chiamerò menù degustazione a prescindere”. E quel che sarà, sarà.” Ho pensato.

E mi sono tolta dall’impaccio di una definizione un po’ esagerata, forse. Soprattutto per me.

[continua la lettura…]

29

io, la cucina gourmet e Venezia

io, la cucina gourmet e Venezia

M. Polo: – Ogni volta che descrivo una città dico qualcosa di Venezia

K. Kan: – Quando ti chiedo d’altre città, voglio sentirti dire di quelle. E di Venezia, quando ti chiedo di Venezia

M. Polo: – Per distinguere le qualità delle altre, devo partire da una prima città che resta implicita. Per me è Venezia.

(Le Città Invisibili di Italo Calvino) 

[continua la lettura…]

25

Torta di semi di papavero di Sophie

Torta di semi di papavero di Sophie

Dopo una lunga parentesi di gioventù passata tra i libri e le pareti di una biblioteca poco affollata, coltivando in un silenzio ascetico l’idea che parole e pensieri secolari avrebbero alimentato a dovere il mio spirito forse salvandolo, forse no… ho scoperto di avere un ‘corpo’.

“Meglio di niente” – mi sono detta. E per riparare a questa enorme gaffe con me stessa, ho fatto un passo indietro, un mea culpa e una torta al cioccolato.[continua la lettura…]

16

Buchteln sul comodino… o in giardino

Buchteln sul comodino… o in giardinoUn lievitato dolce o uno salato? mi son detta, l’altra sera col barattolo del lievito in una mano e il coperchio nell’altra. E che oramai, è diventata questa la regola in casa Russo: la sera si rinfresca, il giorno dopo s’impasta e, a seconda dei casi, si apparecchia per una cena o per la colazione.

[continua la lettura…]

20

L’orto del fine settimana

L'orto del fine settimana

Adoro ascoltare quel cd in cui Ella Fitzgerald e Louis Armstrong cantano insieme: loro cantano e io, se non ricordo cose vecchie, immagino cose nuove.

Così appunto una cosa nuova di zecca che ho immaginato una sera di giugno, mentre il mio duetto preferito infastidiva la pace interiore dello sceriffo, lusingando al contempo la mia, è stata questa: “Inventiamoci qualcosa di nuovo… tipo un orto”.

[continua la lettura…]

13

Tutto è zuppa

Tutto è zuppa

Tutto è zuppa: i fagioli misti in ammollo nell’acqua, il farro, il miglio, i cavoli neri di Rolando ma anche i tappeti di ghiande sotto il giallo delle foglie, delle querce, del mio inverno e del mio letargo. Ecco, il mio letargo.

[continua la lettura…]

18

“Fiori blu”

"Fiori blu"

Ho cominciato a leggere “Fiori blu” nei primi ‘giorni di vacanza di giugno duemilaetre’ come  dice, a memoria postuma, il tratto sbiadito di una penna usata sulla prima pagina bianca del libro, per sigillare l’inizio di una nuova lettura. In quel tempo i libri avevano da poco cominciato a viaggiare con me, mentre  io viaggiavo con loro già da molto tempo. E così quando salivo su un autobus con cui scavallare l’Appennino io semplicemente leggevo. E poi sgranocchiavo anche qualcosa.

[continua la lettura…]

9

Beata ignoranza…

Beata ignoranza...

Mia nonna Ida, quando mi vedeva con un libro in mano, mi chiamava “ignorante” scandendo per bene ogni sillaba:

“I-GNO-RAN-TE!”.  Poi scoppiava a ridere e invitava me e il mio libro a fare una pausa, magari in cucina, e a sederci nell’angoletto da cui seguire i suoi movimenti.

E i suoi movimenti stessi erano le sue ricette, che esigevano sempre la stessa gestualità collaudata, quasi un rito scaramantico per la riuscita di un piatto che doveva essere una certezza, come tradizione vuole: “Dovesse cascare il mondo!”.

[continua la lettura…]

15

Gelatina di un melograno “che andava di corsa”

Gelatina di un melograno "che andava di corsa"

Cosa fa il tempo che corre, quando si ferma?Semplicemente riprende a correre.

Io questo l’ho capito da quando ho preso a correre anch’io con tutte le mie forze e in tutte le condizioni in cui è possibile correre e correre sempre, a tutte le ore del giorno e anche della notte, quando dormo: quando anche i sogni allungano il passo perché hanno fretta di sparire prima del tempo, prima degli occhi spalancati sugli stucchi del soffitto di un nuovo giorno.

Così io, quando arrivo in campagna sospirando pensieri di tregua, mi illudo di fermarmi. E, invece, semplicemente riprendo a correre.

Una nuova ‘corsa’ si presenta sempre dietro l’angolo, anzi dietro un albero che ha fretta pure lui di sparire, prima del tempo di un’altra stagione, come i sogni prima del tempo di un nuovo giorno.

Ecco questo è quello che successo all’albero di melograno, inchinato ai miei piedi per il peso dei suoi frutti, che non hanno voluto sentir ragione sul da farsi e che se io non avessi subito raccolto avrebbero fatto la stessa fine dei fichi scoppiati di mio padre.

[continua la lettura…]

13

“La Bellezza salverà il mondo”…

"La Bellezza salverà il mondo"...

Ottobre secondo il mio calendario interiore è il primo mese dell’anno. Riparto dopo un’estate che sento estate fino a settembre e poi, appunto si riparte.

E si progetta anche, di fare una dieta, di iscriversi in palestra e di ‘realizzare’ un anno migliore di quello passato. Anche se io non progetto mai tutte queste cose,[continua la lettura…]

16