Chantilly al lime su carpaccio di capesante

May 12th, 2012 by Laura Ottaviantonio

Il sifone. Mi piace pensare a quest’utensile come l’anticamera di una metamorfosi in cui gli svariati alimenti lasciano una forma originaria in favore di nuove ‘sembianze’, eteree e ariose. La tecnica ‘evocativa’ dei più disparati sapori in spume e chantilly leggere, può diventare un modo creativo di proporre piatti in cui l’idea di contrasto tra i cibi è data non solo dal particolare abbinamento dei sapori, ma anche dall’incontro delle differenti consistenze.

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Sarde e ‘arie’ da beccafico

May 1st, 2012 by Laura Ottaviantonio

Non appena Don Vincenzo Ascalone le ha nominate al giovane barone Rizieri non è stato più possibile rifiutare l’invito a pranzo… e neanche il fidanzamento con Matilde. Così, mentre una giovane Stefania Sandrelli veniva “sedotta e abbandonata” nella Sicilia in bianco e nero di Piero Germi, la mia mente si è persa proprio in quel momento, appena furono nominate: le sarde a beccafico!

La storia di questo piatto è, a suo modo, la storia di un “gioco d’illusione” il cui segreto è tutto nella parola chiave: beccafico…

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Dentro i calamari ‘ripieni’… una storia

April 23rd, 2012 by Laura Ottaviantonio

Prima di farcire, il ripieno: una montagna di pan grattato sul tavolo; i rintocchi fitti, meno fitti, di un coltello da taglio secondo la consistenza dei diversi ingredienti: aglio, prezzemolo, pomodorini; le geometrie improbabili dell’olio a filo in caduta libera sull’impasto e le mani di Ida.

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Dopo Pasqua: pupe e cavalli a colazione…

April 14th, 2012 by Laura Ottaviantonio

Ricevevo una pupa speciale ogni volta che mi capitava di passare le vacanze di Pasqua a casa dei nonni: si tratta di un dolce colorato dall’impasto simile alla pasta frolla a forma di bambola per le bambine e di cavallo per i maschietti; nel rispetto di una tradizione abruzzese di lunga data viene preparato dalle nonne la sera del giovedì Santo e offerto ai più piccoli nel giorno di Pasqua.

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Budino di riso, datteri e acqua di rose

April 7th, 2012 by Laura Ottaviantonio

Ho sempre pensato che la cucina ebraica sia molto più di una pietanza nel piatto: mi piace immaginarla come una mappa del passato e al tempo stesso la carta d’identità di un popolo  che, attraverso i propri sapori, sa bene come ritrovare se stesso a dispetto della storia e della geografia. In questi anni pur avendo accumulato una cultura libresca sull’argomento, ho sempre sentito venir meno una certa disinvoltura nello sperimentare ricette, finché non si è presentato qualcosa di dolce: budino di riso datteri e acqua di rose.

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Pasta con le sarde e finocchietto selvatico

March 23rd, 2012 by Laura Ottaviantonio

Mi sono ritrovata sulla strada del mio piatto, nel momento in cui mi sono imbattuta in un mazzolino di finocchietto selvatico che si è ‘istintivamente’ addizionato a pinoli, uvetta, sarde e voilà: pasta con le sarde!

Tornata a casa il finocchietto selvatico ha catturato la mia attenzione per il suo aspetto ‘gentile’, ma l’incanto della messa in posa è durato poco sotto l’urgenza della gola.

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Baccalà, concassè di pomodori, avocado e coriandolo

March 10th, 2012 by Laura Ottaviantonio

“E’ primavera!Svegliatevi bambine… alle cascine Messer Aprile fa il rubacuor!E a tarda sera Madonne fiorentine… quante forcine si troveranno sui prati in fior…”

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Arance caramellate all’anice stellato

February 24th, 2012 by Laura Ottaviantonio

La mia curiosità nei confronti della frutta è stata già dichiarata ‘altrove’: mi ero ritrovata a congetturare “le potenzialità aromatiche di un ananas arrostito e – profeticamente – quelle “di un intingolo speziato in cui tuffare le arance a marinare”…

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Due ‘chiacchiere’ in cucina…

February 16th, 2012 by Laura Ottaviantonio

Ho più volte associato il piacere della cucina a un momento di creatività solitaria e silenziosa, molto simile, per certi aspetti, al momento della scrittura: si tratta di due forme di ‘evasione’ che risiedono nella concentrazione passionale di ciò che si sta facendo e, appunto per questo, affatto assimilabili a un momento di ‘distrazione’ della mente. Eppure esistono delle particolari preparazioni che impongono tutt’altro contesto d’azione e questo si verifica spesso in occasione della preparazione dei dolci delle feste: la cucina si trasforma nello spazio collettivo ed esclusivo delle donne, in cui più mani si avvicendano e il lavoro si ripartisce più facilmente in una vera e propria catena di montaggio: qui, attorno ad un tavolo impastare e confessarsi diventano facilmente l’espressione di un atto unico.

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Conchiglioni ripieni carciofi e besciamella

February 11th, 2012 by Laura Ottaviantonio

“Non per vandalismo ma gli scarciofani come li faccio io non li fa nessuno”!

A casa di mio padre i carciofi non sono mancati mai, insieme alle polpette giganti costituivano il menù fisso e appetitoso dei pranzi di famiglia: mia nonna, Irma, annunciava l’arrivo dei carciofi prelibati proprio con quella frase che dice molto del suo ‘vezzo’ linguistico a rivisitare il significato delle parole secondo la sua personale interpretazione. Così lei con uno scambio temerario dei termini ci assicurava che i suoi ‘scarciofani’ erano buoni  e – ‘pur senza vanto’ – lei per prima lo riconosceva!

E se un atto di vandalismo c’è stato, sicuramente non è stata mia nonna a compierlo, ma mia madre, mia zia e oggi anch’io: infatti, rubandole il segreto della ricetta, abbiamo vanificato proprio quella sua illusione che ‘come li facesse lei – i carciofi – non li faceva nessuno’.

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