La parmigiana “irriverente”

parmigiana irriverente

Griglio melanzane a mezzanotte, perché l’ora fresca si presta alle mie cattive intenzioni.

Ripenso a mio padre e a quello che mi ha detto a telefono, mentre allertava mia madre :

“Tua figlia è una ruscicona!”

Che in abruzzese sarebbe una che ‘lesina’ sul da farsi, una che risparmia sottraendo ingredienti e tradizione a un piatto che non merita tale oltraggio.

Si parlava di una parmigiana.

[continua la lettura…]

4

Estate, una tazzina di gelato dopo il bucatino del pranzo

gelato ricotta e maggiorana

E’ ancora estate e i cetrioli giganti di cui mi piacerebbe tanto parlare sono sempre nell’orto. Probabilmente se l’uomo a cui mi lega il sacro vincolo del matrimonio non mi avesse pregato di evitare l’argomento, io ne starei già parlando. E invece no. Pare non sia possibile farlo, senza scivolare nel rischio di uno sconveniente doppio senso.

Da quando i cetrioli abbiano cominciato a prestarsi ad allusioni e fraintendimenti di bassa lega, io ovviamente lo ignoro ma evidentemente se la censura coniugale li ritiene insidiosi peggio di un’opinione politica, io per rispetto taccio.

Magari aspetto. Come fanno tutte quelle brave mogli che attendono il momento più opportuno per esercitare l’innato spirito di contraddizione con l’uomo di casa.

Ecco, farò la stessa cosa anche io. Intanto cambio discorso. Torno all’estate.

[continua la lettura…]

10

Menù di mare Palagiaccio

Menù di mare Palagiaccio

L’estate nel mio orto è piena di pomodori e cetrioli. Soprattutto di questi ultimi mi piacerebbe parlare se mio marito non mi avesse intimidito nel trattare certi argomenti.

Ché ad una donna onesta e costumata pare non si addica l’orgoglio di cetrioli giganti proprio nel suo orto. Allora cambio discorso.

E penso allora a quegli asparagi di cui avrei dovuto parlare già, se quest’anno non mi avessero derubato di tutto anche della puntualità necessaria a non incorrere in un fuori stagione. Ecco.

[continua la lettura…]

8

Il boccone perfetto di Rose

Taboulé di cereali e asparagi arrosto

Mentre sono là sul divano, io in genere se posso guardo Nigella alla televisione.

E sono sempre le stesse repliche e le stesse ricette quelle che guardo, fatto sta che quando Nigella appare io tiro sempre un sospiro di sollievo.

Forse perché mi piace che lei sia bella sempre, anche se mangia fuori orario e condisce la carbonara con la panna acida prima di andare a dormire. Ed è bella anche se i bottoni del suo giubbino jeans non incontreranno mai le asole per l’ovvia generosità delle sue forme, io penso.

Io pensavo.

[continua la lettura…]

12

“A modo mio”

cookies al cioccolato crudo

Ogni tanto incontro Renzo in ascensore.

Lui vede le buste della spesa e mi chiede quando smetto di cucinare.

E’ l’inquilino del terzo piano, vive con la madre ultra centenaria e vorrebbe tanto smettere di cucinare per lei e per sé, ma a quanto pare non c’è verso di farlo.

Dice che quando gli scienziati inventeranno la pillola del pranzo e quella della cena, allora smetterà non solo di cucinare ma addirittura trasformerà la cucina nella sua sala hobby.

Per me però è diverso, che la mia sala hobby è proprio la cucina, quindi di cucinare non posso proprio fare a meno.

[continua la lettura…]

18

Fiadoni abruzzesi ‘andata e ritorno’

Fiadoni abruzzesi

C’era un gradino a Casoli, proprio al centro del Corso principale.

A sinistra, la Chiesa di Santa Reparata e a destra, il bar di Peppe Ciccione.

Il ‘sacro’ da una parte, il ‘profano’ dall’altra e io avrei potuto scegliere da che parte andare, se non fosse che nel bel mezzo, proprio al centro del corso principale, c’era un gradino su cui sedersi. E lì sono rimasta tutta l’adolescenza.

[continua la lettura…]

10

Milano “dress code e total black”

SmørrebrødC’è stato un preciso momento nella mia vita in cui stavo addirittura per imparare l’inglese.

Poi è arrivata mia madre con l’idea, già un po’ retrò, che a 11 anni d’età è meglio studiare bene l’italiano: “Che finché si vive in Italia, prima s’impara l’italiano e quando si andrà in Inghilterra magari pure l’inglese”.

Erano gli anni ottanta e io mi ritrovai nell’unica sezione di francese, non per studiare il francese, ma per conoscere bene bene l’italiano. Che l’italiano, pare, lo insegnasse bene solo il benemerito Prof.re Giacinto Fiorentino tenuto alla salvaguardia dell’unica sezione di francese perché non si estinguesse con un calo di iscrizioni.

“Lo teniamo lì perché cattura le iscrizioni nell’unica sezione in cui altrimenti nessuno andrebbe, signora mia…questo inglese ormai va così di moda” disse la preside a mia madre.

Insomma erano gli anni ottanta: tutti già studiavano l’inglese, a parte me che studiavo francese, per imparare meglio più di chiunque altro, italiano di nascita, l’italiano italiano.

E’ andata così, che se non ci fosse stato quel preciso momento in cui stavo per imparare l’inglese e poi non lo imparai più, forse forse sarei andata a Milano più preparata di come ci sono arrivata io.

Ché anche se Milano è ancora in Italia e non si è spostata oltre la Manica, l’inglese va molto di moda, proprio come diceva la preside a mia madre, e si usa per dire proprio di tutto. Ad esempio, “dress code”.

[continua la lettura…]

22

Io e Peter Parcker

Pane con Noci e Uva fragola

C’ è stato un tempo, non troppo lontano da oggi, almeno fino ad una settimana fa, in cui ho vissuto in bilico tra il richiamo primordiale del divano di casa, tanto comodo per rintracciare il senso della mia esistenza, e quello di diventare un supereroe con tutti gli attributi e, ovviamente, i super poteri del caso, tutina elasticizzata annessa e possibilmente non troppo attillata per le super peripezie.

Poi qualche giorno fa, che è già una settimana fa, la bella notizia di essermi ritrovata a mia insaputa tra i finalisti del Blog Award indetto da Cucina Corriere del Corriere della Sera ha avuto l’effetto del morso del ragno e mi sono ritrovata col dono di Peter Parker, ad aderire a tanta parte di quella realtà virtuale e vertiginosa in cui finora è sempre stato più facile perdermi che approdare.

Ecco da qualche giorno, che è durato esattamente una settimana, mi ritrovo sospesa con sospensione di giudizio ad approfittare del volo e di altezze che non immaginavo di poter raggiungere e allora mi piacerebbe ringraziare l’ignoto, che è stato un pubblico di lettori che evidentemente c’è e che sinceramente non immaginavo tanto vasto e tanto forte, da spingermi lassù dove le nuvole danno un po’ di capogiro.

Da queste altezze in effetti la storia diventa relativa, quasi quasi non importa conoscerne la fine, perché l’unica cosa distinta e certa che si può riscontrare è la presenza di chi legge mentre scrivo e che scopro interessato anche quando salto di palo in frasca senza essere precisa e ordinata come sono gli inglesi.

“Che per essere ascoltati bisogna essere precisi e ordinati come sono gli inglesi” – diceva mia nonna. E siccome io non sono inglese, non sono neanche tutto il resto.

Piuttosto credo, e ormai lo so, di essere una che, quando temporeggia tra “ricette & vicende” da raccontare, è sempre in buona compagnia.

Chi ha voglia di continuare a starmi accanto passo dopo passo, può seguirmi mentre io stessa procedo a tentoni, per vedere dove si arriva passando da qui.

Cucina Blog Award

[continua la lettura…]

15

Lento pede

Lento pede

Tovagliolo di Lino grigio a righe in vendita da Lela – Roma

“Per rimanere lucida ho bisogno di correre e di credere, che correrò” – Dice il mio fisioterapista.

Ma io non gli credo mai, che la stessa cosa me la dice anche mio marito. E allora penso che gli uomini delle volte pensano e dicono proprio le stesse cose che forse valgono per loro, ma chissà per noi.

Forse loro s’illudono, correndo, di rimanere in forma smagliante o forse è per questo che muoiono prima di noi. Sempre che sia così.

[continua la lettura…]

8

Un ‘vademecum’ tra me e l’altra me

Una brioche à partager e un vademecum tra me e l'altra me

Stellina in porcellana @giovelab www.giovelab.itshop on line

Ogni anno mi perdo i preparativi e arrivo tardi, ecco perché non incrocio mai Babbo Natale.

Quest’anno però, rispetto a tutti quelli trascorsi e volati via insieme a tutte le renne biscotto che mi sarebbe piaciuto sfornare, mi è venuta un’idea.

Mio marito molto semplicemente ha pensato fosse una lettera a Babbo Natale e invece no.

Si è trattato piuttosto di un ‘vademecum’, elaborato da me medesima per fornire risposte rapide sul da farsi, all’altra me. Argomento: le vacanze di Natale.

[continua la lettura…]

4

Di foglia in foglia

Biscotti sciroppo d'aceroE di questa fissazione per le foglie secche d’autunno, non me ne faccio una ragione neanche io. Neanche io, che la istigo e la stuzzico, fino allo spasimo e, addirittura come una domenica fa, fino a Ponte Milvio.

Anche mio marito se n’è accorto: “Tu c’hai una fissazione per le foglie!”

E’ giunto a questa conclusione certa e me ne ha fatto rivelazione la prima domenica del mese corrente, proprio a Ponte Milvio.

[continua la lettura…]

15